Perché la Chrysler (senza la Fiat) va benissimo

Eccellenti i risultati di vendita in agosto in Usa: un mese strepitoso frenato, però, dai problemi della 500L.

L'amministratore delegato del gruppo Fca (Fiat-Chrysler Automobiles) Sergio Marchionne. – Credits: Ansa/Epa/Rena Laverty

Molto probabilmente saranno gli ultimi numeri ufficiali prima della quotazione a Wall Street. Sono quelli rilasciati ieri dal gruppo Fca relativi all'andamento delle vendite dei marchi che controlla, in Usa nel mese di agosto. E si tratta di dati eccellenti, che avrebbero potuto essere anche migliori.

Il mese scorso i marchi Chrysler, Dodge, Fiat, Jeep e Ram hanno venduto in Usa 198.379 auto in crescita del 19,8% rispetto allo stesso mese del 2013 quando le auto vendute furono 165.552. Si tratta del migliore agosto dal 2002 e uno dei migliori mesi della storia recente del gruppo, secondo solo al maggio del 2007 quando le auto vendute sono state 199.393.

Un successo straordinario che avrebbe potuto essere anche migliore se dai dati della Fca si potesse escludere la perfomance del solo marchio Fiat. Senza la Fiat il tasso di crescita sarebbe, infatti, stato del 20,9% visto che il marchio italiano è cresciuto "solo" del 12% rispetto alloo stesso mese dell'anno scorso. Il motivo della performance non eccezionale della Fiat è da ricercare nelle vendite della 500L che, in agosto, ha venduto appena 33 unità rispetto ad una media di 1340 unità nei 5 mesi precedenti. Un andamento anomalo sul quale ha influito principalmente il richiamo, da parte delle autorità, della 500L per delle verifiche al sistema airbag. Se, però, si considerano tutti i modelli della 500 le vendite in agosto sono state pari a 3.329 unità, in crescita del 12% rispetto allo stesso mese dell’anno socrso, circa 8 punti percentuali meno della performance della Chrysler.

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