Pagamenti Pa, tutto il decreto spiegato in dieci mosse

Dallo sforamento del patto di stabilità alle compensazioni dei debiti con i crediti fino alle sanzioni per i funzionari inadempienti

Il Presidente del Consiglio Mario Monti insieme ai Ministri Vittorio Grilli e Corrado Passera alla presentazione del decreto sui pagamenti (Credits: Ansa)

Il decreto che dovrebbe finalmente sbloccare i pagamenti arretrati alle imprese da parte della pubblica amministrazione è il frutto di una faticosa concertazione che ha visto in campo il ministero dell’Economia, quello dello Sviluppo economico e ovviamente il fronte della aziende. Dopo tante analisi, che sono durate forse anche più del previsto, è stato partorito un provvedimento, comunque molto articolato, ma che dovrebbe però finalmente permettere alle imprese di cominciare ad incassare un po’ di crediti arretrati dalla Stato. Vediamo quali sono i punti fondamentali del decreto che stabilisce il pagamento di 40 miliardi per i prossimi due anni.

-Sforamento del patto di stabilità. Si tratta di una conseguenza anche dall’accordo siglato a Bruxelles tra il nostro Commissario all’Industria Antonio Tajani e quello all’Economia Olli Rehn. In sostanza nel 2013 i pagamenti liquidi ed esigibili che fanno data fino al 31 dicembre 2012, verranno esclusi dal Patto di stabilità per un totale di 5 miliardi per gli enti locali e di 1,4 miliardi per la Regioni.

-Compensazione tra crediti e debiti. Viene allargata la possibilità, oggi già esistente, di ottenere compensazioni tra crediti con lo Stato certificati e debiti verso la pubblica amministrazione. L’importante è che i debiti siano iscritti a ruolo al 30 aprile 2012 e che i crediti invece siano stati maturati al 31 dicembre 2013. Tra l’altro il tetto per le compensazioni di crediti d’imposta e contributi è stato elevato da 500mila a 700mila euro.

-Fondo per la liquidità. Presso il ministero dell’Economia verrà creato un Fondi di liquidità con una dotazione complessiva di 26 miliardi di euro, ripartita in 10 miliardi per il 2013 e 16 miliardi per il 2014. Saranno utilizzati per il pagamento dei debiti esigibili di amministrazioni locali, Regioni ed enti sanitari.

-Imposte rimborsate. Anche su questo punto fondamentale si è cercato di fare un passo in avanti. E’ stato così programmato, d’intesa con l’Agenzia delle entrate, un aumento delle risorse per restituzioni e rimborsi di imposte versate. Saranno stanziati in questo senso 2,5 miliardi per il 2013 e 4 miliardi per il 2014.

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-Nuove norme fiscali per la cessione dei crediti. Per andare incontro alle esigenze di liquidità delle imprese è stato stabilito che le cessioni di crediti, liquidi ed esigibili, maturati dalle aziende nei confronti dello Stato entro il 31 dicembre 2012 saranno esenti dal pagamento di qualsiasi imposta o tassa. Interessati saranno i crediti per somministrazioni, forniture e appalti.

-Pagamenti con titoli di Stato. I crediti vantati da alcune imprese nei confronti dello Stato che nel frattempo fossero stati ceduti a banche o intermediari finanziari, potranno essere rimborsati a questi ultimi attraverso l’emissione di titoli di Stato. Importante sottolineare che lo stesso ministro Vittorio Grilli ha tenuto a specificare che i titoli di Stato potranno essere utilizzati solo con le banche e mai direttamente con le imprese.

-Obbligo di ricognizione dei debiti. Affinché si possa avere un quadro quanto più completo su tutti i debiti contratti dalla pubblica amministrazione nei confronti del mondo delle imprese, verrà effettuato un vero e proprio censimento. Entro il prossimo 15 settembre dunque, tutti le amministrazioni dovranno comunicare al ministero dell’Economia l’elenco dei debiti commerciali scaduti o in scadenza ancora pendenti.

-Occhio vigile del ministero dell’Economia. Il dicastero guidato attualmente dal ministro Vittorio Grilli, effettuerà un controllo capillare sull’attuazione delle misure introdotte per il pagamento delle imprese da parte delle amministrazioni pubbliche. Lo scopo è quello di evitare, al netto dell’allentamento del patto di stabilità, che ci sia uno sforamento del rapporto tra deficit e Pil al 3%.

-Provvedimenti futuri. Il ministero dell’Economia ha fatto già sapere che, nel pieno rispetto di quelle che saranno le indicazioni che giungeranno dall’Europa, i prossimi governi potranno fin da subito mettere in cantiere eventuali nuovi fondi per pagare debiti in eccesso rispetto ai 40 miliardi già programmati. Ricordiamo infatti che sarebbero circa 90 i miliardi di crediti che le aziende vanterebbero nei confronti dello Stato.

-Sanzioni per i funzionari. Gli enti locali, e di conseguenza i funzionari addetti, che non avranno proceduto ad effettuare almeno il 90% dei pagamenti messi a ruolo, saranno soggetti a sanzioni di tipo pecuniario. Saranno le sezioni distaccate della Corte dei Conti a verificare e segnalare le eventuali inadempienze.

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