Scandalo Mps, la rivolta dei dipendenti

I correntisti corrono a ritirare i loro risparmi e i bancari continuano a subire insulti e minacce. Ma ora il sindacato tenta di proteggerli

La rivolta dei bancari Mps: "Adesso basta"

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Nadia Francalacci

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“La politica sta facendo la campagna elettorale sulla pelle dei dipendenti del Monte dei Paschi senza rendersi conto che sta mettendo a repentaglio 31 mila posti di lavoro. Tanti infatti sono i dipendenti della banca su tutto il territorio nazionale”.

C’è rabbia nelle dichiarazioni di Mauro Incletolli, Segretario Nazionale della Fiba, la Federazione italiana bancari assicurativi che condanna non solo le posizioni assunte dagli schieramenti politici sul caso Mps ma anche la campagna mediatica sbagliata e non veritiera che è stata condotta in queste settimane.  

“C'è stata una campagna che non ha tenuto conto minimamente dei lavoratori e delle conseguenze che su quest’ultimi potevano ricadere. Generalizzare, strillare che una banca è sull’orlo del crack ha generato solamente il panico tra i correntisti che in queste settimane si sono riversati nelle filiali per prelevare soldi e trasferirli in depositi e istituti bancari considerati più sicuri”.

In sostanza si è generato un vero e proprio tsunami nelle sedi territoriali della banca senese costituito da correntisti infuriati e preoccupati per i propri risparmi.

“Prelevare i soldi da una banca che ha solamente un problema transitorio di liquidità ma non di solidità, può generare veramente un collasso e portarla sull’orlo del precipizio. Far crollare una banca come Mps significa distruggere 31 mila posti di lavoro ma soprattutto far crollare migliaia di aziende e un indotto più che florido costituito da altre migliaia di persone e posti di lavoro”.

“I politici impegnati nella campagna elettorale non possono parlare di occupazione e nuovi posti di lavoro e poi cavalcare in modo scorretto la vicenda giudiziaria che ha travolto solamente i vertici aziendali. Così facendo stanno distruggendo tutti i lavoratori onesti del'Mps e le loro famiglie”    

Poi Mauro Incletolli precisa: “I dipendenti che in questi giorni stanno subendo passivamente e silenziosamente le ire dei correntisti, si sono ridotti gli stipendi per aiutare i 4.600 lavoratori in esubero che altrimenti sarebbero stati licenziati”.

Nelle filiali del Monte dei Paschi nei giorni scorsi sono volati non solo insulti ai bancari o ai direttori di filiale ma persino minacce.

“La gente non capisce che noi bancari non siamo Mussari, non siamo a conoscenza delle manovre speculative di cui gli ex vertici aziendali si sono resi protagonisti- spiega Fabio Brunamonti, Segretario Fiba del Gruppo Monte dei Paschi- noi svolgiamo il nostro lavoro quotidianamente e in modo corretto. Purtroppo molti dei nostri dipendenti hanno avuto crisi di nervi, problemi fisici e psicologici perché hanno dovuto cercare di convincere migliaia di persone che la banca è solida e che i loro risparmi non erano a rischio come si diceva in tv e sui giornali”.

“Sono i dipendenti di cui nessuno parla, che in questo momento così delicato stanno portando avanti la banca con passione, orgoglio, professionalità e soprattutto con onestà”, puntualizza Brunamonti.

“Noi bancari del Monte dei Paschi- concludono Mauro Incletolli e Fabio Brunamonti- proprio come tutti i correntisti e i cittadini italiani siamo indignati dalla “banda del 5%” e confidiamo nella magistratura affinché sia fatta rapidamente chiarezza sulla vicenda. Ma soprattutto ci auguriamo di non essere più strumentalizzati dai politici e dai media”.

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