Scandalo Mps, gli otto bonifici incriminati

Dalla banca senese sarebbero partiti 17 miliardi tra maggio 2008 ad aprile 2009 su cui si è acceso il faro delle procure

La sede di Mps a Siena – Credits: Paris / Imagoeconomica

Sembra proprio si tratti di 17 miliardi di euro usciti dalla banca in 11 mesi. Bonifici finiti sul tavolo delle procure che, secondo le ultime ricostruzioni, sarebbero oggetto di indagini e che partono dall'operazione di vendita di Banca Antonveneta da parte dello spagnolo Banco Santander a Mps dopo che la stessa banca veneta era stata comprata dal gruppo olandese Abn Amro finito sotto il controllo di una cordata di istituti tra cui il colosso spagnolo.

Siamo nel 2008 e l'operazione di vendita dal Santander a Mps viene realizzata e fissata a un prezzo di 9,2 miliardi (Banco Santander aveva valutato e rilevato l'istituto dagli olandesi pochi mesi prima a 6,6 miliardi) senza una formale due diligence (valutazione effettiva del valore) ma con il metodo del dividend discount model, ovvero sulla stima di quanto le azioni avrebbero potuto rendere con i dividendi futuri valutati però ai prezzi correnti. Insomma, di certo un metodo meno preciso e puntuale della solida e più affidabile due diligence.

Ecco le otto operazioni incriminate:

- il 30 maggio 2008 da Siena parte un pagamento di 9,267 miliardi a favore di Abn Amro Bank ad Amsterdam per l'acquisto di Banca Antonveneta dal Banco Santander. Il prezzo pattuito, però, era di 9,2 miliardi. I conti non tornano.

- sempre il 30 maggio 2008 e sempre da Siena parte un secondo pagamento di 2,5 miliardi a favore questa volta direttamente del Banco Santander di Madrid. A cosa fa riferimento è da chiarire.

- il 31 marzo 2009 è la volta di due bonifici: 1,5 miliardi il primo, 67 milioni il secondo. Finiscono entrambi al Banco Santander di Madrid.

- il 30 aprile ne partono altri quattro. Il primo e il secondo, rispettivamente da 1 miliardo e 49 milioni sono sempre a favore del Banco Santander a Madrid. Il terzo e il quarto, rispettivamente da 2,5 miliardi e da 123,3 milioni sono destinati ad Abbey ational Treasury Service Plc di Londra.

La procura sta approfondendo tutte le operazioni ma pare che siano soprattutto le ultime due a interessare, dato che gli importi potrebbero essere successivamente rientrati in Italia con lo scudo fiscale.

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