Mps, i derivati e i vostri conti correnti

La crisi del Monte dei Paschi semina preoccupazione tra i risparmiatori. Ma i soldi depositati in banca sono al sicuro

L'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, con il direttore generale, Antonio Vigni (Ernesto Arbitraggio/Ansa)

Andrea Telara

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Timore e preoccupazione. Si può riassumere in due parole lo stato d'animo con cui molti clienti del Monte dei Paschi di Siena (Mps) stanno vivendo lo scandalo dei derivati che ha coinvolto l'istituto toscano e il suo ex-presidente, Giuseppe Mussari .

IL MONTE DEI PASCHI E I MONTI BOND

Va detto subito che, in base alle informazioni oggi disponibili, l'ipotesi di un crack del gruppo Mps sembra per ora assai remota. Piuttosto, ci saranno notevoli perdite di bilancio che gli attuali vertici, guidati da Alessandro Profumo, cercheranno di contenere al massimo, nei limiti delle loro possibilità. Il guaio è, purtroppo, che queste perdite attese e paventate dalla comunità finanziaria sono ancora difficilmente quantificabili. C'è chi stima una somma di 750 milioni di euro e chi invece calcola (seppur in linea teorica) un potenziale rosso di gran lunga superiore.

LE INDAGINI SU MPS

Per queste ragioni, i timori di questi giorni sono assolutamente comprensibili. Va ricordato, tuttavia, che nel sistema bancario italiano esistono dei meccanismi di protezione del risparmio che consentono a molti clienti del Monte dei Paschi di dormire sonni tranquilli. Il paracadute più efficace è a beneficio dei titolari di un conto corrente della banca che sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd). Si tratta di un organismo di garanzia che, in caso di fallimento di una banca, si impegna a restituire alla clientela i soldi versati nei conti correnti, seppur con un tetto massimo di 100mila euro.

MPS E I DERIVATI

La garanzia è attiva per ogni correntista, indipendentemente dal numero di conti posseduti. Dunque, se due risparmiatori hanno un deposito cointestato con 200mila euro in giacenza, avranno diritto a un rimborso di 100mila euro ciascuno. Se invece un correntista è titolare da solo di uno o più conti presso lo stesso istituto, si vedrà restituito un massimo di 100mila euro, anche se dispone di una giacenza più consistente. Di regola, le somme vengono liquidate dal Fondo Interbancario nell'arco di un mese (cioè entro 20 giorni lavorativi, più altri 10 se la Banca d'Italia decide di prorogare i termini per motivi straordinari).

IL MONTE DEI DESIDERI

Possono stare  tranquille anche le famiglie che hanno accesso un mutuo casa con il Monte dei Paschi poiché, com' è ovvio, sono debitrici della banca e non fanno parte dei creditori. Anche chi ha acquistato dei prodotti d'investimento presso l'istituto toscano non deve preoccuparsi più di tanto. Le azioni o i Buoni del Tesoro depositati su un conto-titoli, infatti, sono di esclusiva proprietà del cliente e la banca svolge  esclusicamente una funzione di custodia. Ci sono garanzie anche per i fondi di investimento, il cui patrimonio è  sempre “blindato” presso un'altra banca depositaria e separato da quello della società che li gestisce e li vende sul mercato.

IL MONTE DEI PASCHI, MUSSARI E LA POLITICA

Discorso diverso, invece, per le obbligazioni emesse da Mps che purtroppo non godono delle stesse garanzie previste per gli altri strumenti finanziari. In caso di crack della banca, gli obbligazionisti possono infatti soltanto insinuarsi al passivo della società, come titolari di un credito. Ancor meno tutelati sono gli azionisti che, dal punto di vista giuridico, non sono qualificati neppure come creditori.

Negli ultimi due giorni, il titolo Mps ha subito un vero e  proprio tonfo a Piazza Affari, con diverse sospensioni dal listino e ribassi superiori al 7-8% nell'arco di una sola seduta. Oggi, alcune case d'investmneto come Kepler consigliano ancora di mantenere nel portafoglio le azioni dell'istituto toscano, mentre gli uffici studi di Cheuvreux  e Banca Akros suggeriscono di venderlo o di ridurne il peso nel portafoglio. Eppure, prima della bufera sui derivati, il titolo Mps ha attraversato una fase di forti rialzi: chi lo ha comprato 6 mesi fa, per esempio, ha guadagnato oltre il 44%. Ora, vista l'aria che tira, sarebbe bene accontentarsi dei guadagni già ottenuti

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