Scandalo Mps, i tre filoni delle indagini

Sotto la lente dei pm l'acquisizione di Antonveneta, la gestione dei due derivati Santorini e Alexandria e le pratiche di alcuni dirigenti dell'area finanza

Agenzia Mps

Massimo Morici

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Sono tre i filoni seguiti dalla procura di Siena nel tortuoso caso che riguarda il Monte Paschi di Siena . Il primo riguarda riguarda l'acquisizione di Antonveneta da parte di Mps nel 2007 per 9,7 miliardi di euro dal Banco di Santander.

I magistrati vogliono verificare se furono pagate tangenti: il Santander, da cui Mps comprò i 1.000 sportelli della banca padovana, realizzò in un mese una plusvalenza di oltre 2 miliardi.

Il secondo filone riguarda la gestione di due derivati , il Santorini e l'Alexandria, stipulati negli anni successivi per abbellire i bilanci dell’istituto, appesantiti anche da quell’operazione. Su questo fronte l'ipotesi investigativa ipotizza il falso in bilancio e l'ostacolo alla vigilanza

Il terzo riguarda le pratiche di alcuni dirigenti dell'area finanza di Mps, la cosiddetta banda del 5%, che avrebbe fatto la cresta sui dossier.

Nella lista degli indagati, a cui sono stati contestati reati a vario titolo (si va dall'associazione per delinquere alla turbativa, dall'ostacolo alla vigilanza alla truffa e alle false comunicazioni), compaiono l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex d.g. Antonio Vigni, l'ex responsabile finanza di Mps Gianluca Baldassarri, l'ex presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e gli ex revisori Leonardo Pizzichi e Pietro Fabbretti.

Sul fronte derivati, risultano indagati anche Matteo Pontone, ex responsabile di Mps a Londra , e Alessandro Toccafondi, vice di Baldassarri al tempo delle operazioni sospette.

Intanto, le procure che hanno deciso di vederci chiaro sull'intera vicenda sono state ben quattro nelle scorse settimane: oltre a Siena, quella di Roma, di Milano e di Trani (quest'ultima già nota alle cronache per l'inchiesta chiusa lo scorso novembre contro cinque dirigenti dell'agenzia Standard and Poor's).

Le polemiche non sono certo mancate in mezzo a quella che per alcuni giorni è sembrata una vera e propria gara tra i quattro uffici giudiziari.

Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, nel corso del suo intervento al  congresso di Magistratura Democratica, ha sbottato: “La regola della competenza territoriale è un optional”.

Di seguito i principali filoni di indagine seguiti dalle tre procure di Roma, Milano e Trani.

ROMA

L'indagine dei magistrati capitolini segue quella dei pm di Siena e l'istruttoria del Tar del Lazio, che ha convocato i responsabili della Vigilanza della Banca d'Italia.

La procura di Roma, a seguito della presentazione di denunce ed esposti da parte del Codacons e di cittadini in ordine alla situazione del Mps,  ha aperto un procedimento contro ignoti per il reato di manipolazione del mercato e per altre ipotesi di reato.

In una nota ha spiegato che “sulla base delle acquisizioni in corso valuterà nei prossimi giorni se proseguire negli accertamenti o se trasmettere gli atti alla Procura di Siena (peraltro giá destinataria di atti provenienti dalla Procura di Milano), ufficio con il quale sono stati già presi opportuni contatti”.

I pm romani, inoltre, proseguiranno gli accertamenti per verificare l'esistenza di conti presso la banca vaticana attraverso i quali sarebbero transitate somme legate all'acquisto di Antonveneta da parte di Mps, come riporta il Corriere della Sera che citando un testimone anonimo parla di un conto presso lo Ior attraverso cui sarebbero transitati i soldi serviti a pagare "le persone utilizzate nel 2007 per organizzare la seconda vendita di Antonveneta".

MILANO

I pm di Milano sono stati i primi ad imbattersi nell'operazione Alexandria, il derivato siglato da Mps con la banca giapponese Nomura al centro dell'inchiesta dalla procura senese, nell’ambito dell’inchiesta sulla finanziaria svizzera Lutifin, che ha riguardato 18 persone.

Le anomalie, subito segnalate ai colleghi di Siena, avevano portato alla fine dello scorso anno alla trasmissione degli atti "per competenza" dalla Procura di Milano a quella toscana.

Dagli atti in particolare sarebbe emerso che due top manager di Mps indagati a Siena (Matteo Pontone, responsabile della filale londinese, e il capo della finanza, Gianluca Baldassarri) erano noti come ''la banda del cinque per cento perché su ogni operazione prendevano tale percentuale''

TRANI

La procura di Trani, in seguito alla denuncia dell’Adusbef, ha aperto a fine gennaio un’inchiesta in cui venivano ipotizzati i reati di aggiotaggio, manipolazione del mercato e omesso controllo in relazione a presunte inefficienze nei controlli di Consob e Bankitalia.

La procura ha poi trasmesso ai pm di Siena il fascicolo.

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