Mps, per David Rossi non si esclude l'istigazione al suicidio

E intanto Giuseppe Mussari e Antonio Vigni sarebbero sorvegliati con discrezione. Si teme un contraccolpo psicologico dopo la morte del collega e amico

David Rossi, il capo della comunicazione di Mps che si è suicidato con Giuseppe Mussari, ex numero uno della banca (Credits: Paola Onofri / Imagoeconomica)

Gianluca Ferraris

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da Siena

Una tripla cortina di silenzio. A poco più di 36 ore dalla morte di David Rossi , responsabile della comunicazione di Mps, é questo il clima che si respira a Siena. Al riserbo dei familiari (in particolare della moglie Antonella, braccata da telecamere e taccuini sotto la sua abitazione di via Garibaldi) e a quello chiesto con una nota ufficiale dalla banca senese, si aggiunge infatti anche quello degli inquirenti.

Le indagini, condotte dal pm Nicola Marini (l’unico dei quattro giudici della procura a non essersi finora occupato degli scandali finanziari) e coadiuvate da Carabinieri, Digos e Polizia Postale, non deviano di un millimetro dall'ipotesi del suicidio. Al momento nulla, né l’esame della telecamera di sorveglianza che ha ripreso lo schianto di Rossi nel cortile alle spalle della sede di Rocca Salimbeni, né l’esame autoptico condotto all’ospedale cittadino dal professor Mario Gabrielli, lascia intravedere altri fantasiosi scenari.
Sulle cause che hanno portato il manager a togliersi la vita, invece, restano molti punti da chiarire e non a caso è qui, fin dall’inizio, che si concentrano le attenzioni degli investigatori. Il fascicolo sul suicidio non contiene al momento indizi di reato ma l’ipotesi di istigazione, visto il clima che avvelenava la città da mesi e che aveva visto diversi blog scagliarsi in particolare contro il tandem Rossi-Mussari, non viene ancora escluso.

Proseguono anche gli accertamenti sulle ultime ore del dirigente e sulla sua vita privata e professionale. "Non risultano minacce, forse era preoccupato", ha detto una fonte giudiziaria all’agenzia Adn Kronos, senza aggiungere altri dettagli. 
Gli inquirenti si concentrano in particolare su una telefonata che David Rossi ha ricevuto nel tardo pomeriggio di mercoledì, sul suo cellulare. La chiamata è durata oltre un’ora. Subito dopo il telefono di Rossi avrebbe squillato a vuoto e lui non avrebbe risposto neppure alle chiamate della moglie e del fratello, con cui aveva pranzato poche ore prima. Il nome dell'interlocutore è tenuto riservato. Gli inquirenti hanno sequestrato i due cellulari di Rossi, numerosi file dal computer del suo ufficio e – nel corso di un secondo sopralluogo avvenuto ieri – anche diversi faldoni dell’archivio.

Sempre ieri, alle 16 e 10, in procura è stato sentito anche il presidente Alessandro Profumo. Nonostante le affermazioni categoriche dell’amministratore delegato Fabrizio Viola, che aveva escluso l’ipotesi, i magistrati hanno chiesto ripetutamente a Profumo se fosse in programma un avvicendamento di ruolo per Rossi. La voce che circola con insistenza, infatti, è che dopo la perquisizione subita il 19 febbraio lui e i vertici della banca stessero valutando il passaggio del manager a un’altra area, più lontana dai riflettori (si parla dell’ufficio Comunicazione interna). Un passo indietro magari propedeutico a una risoluzione del rapporto quando le acque si fossero calmate? Su questo nessuna conferma, ma che Rossi nutrisse qualche timore per il suo posto di lavoro e avesse addirittura cominciato a guardarsi intorno non è un mistero per chi gli era vicino.

Al quesito dovranno rispondere gli inquirenti. I quali, non sottovalutando la pressione e le incognite del momento, secondo quanto ci risulta, avrebbero deciso di sorvegliare con discrezione Antonio Vigni e Giuseppe Mussari.

L’ex direttore generale e l’ex presidente del Monte dei Paschi, già apparsi privatissimi nella prima fase dell’inchiesta penale, erano legatissimi a David Rossi e sarebbero rimasti sconvolti dall’accaduto. Un duro contraccolpo psicologico, che tra l’altro ha seguito soltanto di poche ore la notizia dell’azione risarcitoria da 1,2 miliardi di euro complessivi intrapresa al tribunale di Firenze da Rocca Salimbeni contro i due (in solido con le banche Nomura e Deutsche Bank) per le operazioni Alexandria e Santorini.
Intanto, sotto una pioggia fitta, questa mattina è stata aperta la camera ardente all'oratorio di San Rocco, sede della contrada paliesca della Lupa a cui apparteneva Rossi. Tra pianti e bandiere a mezz’asta, centinaia di cittadini hanno già salutato il manager: tra loro anche lo stesso Profumo, arrivato poco prima delle 11, e l’ex sindaco Pd di Siena Franco Ceccuzzi. I funerali sono stati fissati, sempre in contrada, per le 10 di domani mattina.

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