Aziende

Mps, cosa aspettarsi dopo l'aumento di capitale

Nozze con un'altra banca e sostituzione di Profumo al vertice. Ecco gli scenari che si aprono adesso dentro l'istituto toscano

Andrea Telara

-

Via libera all'aumento di capitale da tre miliardi di euro, con una maggioranza “bulgara” superiore al 97% degli azionisti presenti. Si è conclusa così l'assemblea straordinaria di ieri di Banca Monte dei Paschi di Siena, in cui sono stati riconfermati i vertici dell'istituto ed è stata appunto messa in cantiere la ricapitalizzazione preannunciata da tempo, che dovrebbe partire nella seconda metà di maggio ed essere sottoscritta a giugno.


Mps e l'aumento di capitale: a che servono 3 miliardi in più


Si tratta di un'operazione necessaria dopo le pesanti perdite di oltre 5 miliardi di euro,  registratesi nel bilancio 2014 di Mps a causa di alcune svalutazioni imposte dai nuovi criteri di classificazione del patrimonio, secondo le regole fissate dalla Banca Centrale Europea (Bce).


Nozze in vista

A parte questi dettagli tecnici, però, il via libera di Siena all'aumento di capitale significa l'apertura di una fase nuova per il gruppo creditizio toscano, ben sintetizzata dalle frasi pronunciate dall'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola. Davanti ai soci riuniti nell'assemblea, Viola ha parlato infatti di una banca che si presenta “con il vestito stirato e con le carte in regola”, in vista di una futura aggregazione. Il Monte dei Paschi, dunque, si prepara alle nozze con qualche altra banca, anche se non si sa bene ancora con chi e con quali modalità. Dopo il decreto del governo Renzi che costringe le banche popolari a trasformarsi in società per azioni, molti esponenti della comunità finanziaria hanno iniziato a scommettere su un'aggregazione tra Siena e il gruppo Ubi. Da quest'ultimo, che delle popolari italiane e l'istituto maggiore, è arrivata tuttavia da tempo una smentita, per bocca del consigliere delegato, Victor Massiah. Chi sarà, allora, il nuovo partner di Mps? Forse le frasi di Massiah sono solo di circostanza e Ubi sta valutando davvero se convolare a nozze con il Monte dei Paschi. Non mancano però gli scettici come gli analisti di Equita Sim, che intravedono ben poche sinergie operative tra Ubi ed Mps. Per questo, circolano da tempo alcune ipotesi alternative, che considerano più probabile un'alleanza del Monte dei Paschi con una banca straniera come la francese BnpParibas (che in Italia già controlla Bnl) oppure le spagnole Santander e Bbva.


La successione di Profumo

Chiunque sia il nuovo partner, una cosa sembra certa: a gestire il matrimonio non sarà l'attuale presidente di Mps, Alessandro Profumo. La sua missione è infatti ormai quasi conclusa: "non mi sono candidato al rinnovo del mandato ma mi è stato chiesto di accompagnare la banca nell'aumento di capitale”, ha detto ieri Profumo. Non a caso, c'è una società di cacciatori di teste, la Korn Ferry, che sta vagliando i nomi di un possibile successore alla presidenza. A conferirle l'incarico, ovviamente, è stato il nocciolo duro di azionisti che oggi hanno la maggioranza della banca: la Fondazione Mps, il fondo Fintech del messicano David Martínez Guzmán e i brasiliani di Btg Pactual.


Mps, le prospettive per le azioni e l'aumento di capitale
© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Mps, perché perde tanto in Borsa

Il titolo del Monte dei Paschi in forte calo a Piazza Affari. Timori per la ricapitalizzazione che potrebbe superare gli importi previsti

Mps: lo Stato diventa azionista

La banca non può pagare gli interessi per il 2014 sui Monti Bond che verranno saldati in azioni. Il tesoro avrà circa il 10% dell'istituto senese

Mps e l'aumento di capitale: a che servono 3 miliardi in più

La banca senese chiude il 2014 con una perdita di oltre 5 miliardi. Entra lo Stato come azionista. E serviranno più soldi

Mps, cosa cambia con l'ingresso dello Stato

Il Tesoro diventerà il maggiore azionista del Monte dei Paschi. Ma non è chiaro cosa accadrà nell'azionariato con l'aumento di capitale

Commenti