Marina Berlusconi: "in Mondadori il vento è cambiato"

Approvato il bilancio 2014 in utile, il gruppo punta ad aumentare la quota nel digitale dal 4% al 12% entro il 2017. Sicura l'offerta su Rcs Libri

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Il palazzo Mondadori a Segrate, Milano – Credits: Foto Simone Comi

Redazione Economia

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L'assemblea degli azionisti di Mondadori ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2014, deliberando inoltre di ripianare integralmente la perdita di esercizio della   capogruppo di 12,8 milioni di euro, mediante utilizzo di riserve. Lo comunica la società in una nota, aggiungendo che è stato nominato il nuovo cda, con la conferma per altri tre anni di Marina Berlusconi alla presidenza, sulla base dell'unica lista depositata, presentata dall'azionista di maggioranza Fininvest. Il cda ha poi confermato anche Ernesto Mauri quale amministratore delegato. L'assemblea ha anche nominato il nuovo collegio sindacale e ha rinnovato l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie fino al raggiungimento del limite del 10% del capitale. Infine, l'assemblea ha approvato la relazione sulla remunerazione degli amministratori e dirigenti.

Il vento è cambiato

"Per Mondadori il 2014 è stato un anno di svolta, mi pare davvero si possa dire che il vento è cambiato" ha detto il presidente del gruppo editoriale, Marina Berlusconi. "Nel 2014 il margine operativo lordo è salito di circa 80 milioni, sia pure anche a causa di alcune partite non ricorrenti che avevano pesato in negativo sull'esercizio 2013, mentre il risultato netto è passato da un rosso di 185 milioni a un utile piccolo ma significativo, 600mila euro. C'è un altro aspetto di particolare rilievo: nello scorso esercizio l'indebitamento si è ridotto di oltre 70 milioni e la struttura finanziaria riequilibrata. Questa azienda è tornata a generare cassa, ed è nuovamente in grado di pensare al proprio sviluppo e di finanziarlo. L'offerta per Rcs Libri ne è una dimostrazione. Dietro questi risultati - aggiunge il presidente di Mondadori - c'è una gestione rigorosa, attenta, oltre che, naturalmente, alla qualità del prodotto, alla riduzione dei costi e alla ricerca dell'efficienza. Il piano di "saving", che puntava a 100 milioni a fine 2015, era già stato realizzato all'85% con un anno di anticipo. Pensiamo quindi di poter alzare l'obiettivo nel corso di questo esercizio, per il quale ci attendiamo risultati in significativa crescita. Nel triennio 2015-2017 intendiamo migliorare la redditività tra il 10 e il 15% medio annuo".

Investimenti nel digitale
Mondadori, come da piano triennale, intende aumentare la sua quota di Gruppo nel digitale dall'attuale 4% al 10-12% e questo potrà succedere anche con acquisizioni.
Il primo trimestre dell'anno, intanto, ha visto un calo del 5% degli introiti pubblicitari nel settore periodici in Italia, ha detto Mauri. "L'anno dovrebbe essere migliore rispetto al 2014 anche se il primo trimestre non è partito benissimo".

Per l'esercizio 2015 l'amministratore delegato di Mondadori non esclude un ritorno alla distribuzione di un dividendo. "Il 2014 è stato un anno importante per noi con un ritorno all'utile anche se modesto, ma soprattutto una inversione di tendenza rispetto a due anni molto negativi: il nostro piano industriale per il prossimo triennio prevede un sensibile aumento dei margini: l'utile c'è e continuerà a crescere nei prossimi anni, poi dipenderà dall'azionista decidere per un eventuale ritorno al dividendo.

La partita su Rcs Libri
Se dalla due diligence in corso non emergeranno elementi imponderabili "faremo sicuramente l'offerta entro il termine ultimo del 29 maggio" per Rcs libri ha detto Mauri, aggiungendo che l'analisi dei conti potrebbe durare altre 3 settimane "ma se finisse prima è meglio". Sul fatto che alcuni consiglieri uscenti e anche soci di Rcs fossero contrari alla cessione del settore libri a Mondadori, Mauri ha risposto che "va bene affermare di essere contrari, ma altrimenti i soci tirino fuori i soldi per l'aumento di capitale e il problema è risolto... Ognuno deve concentrarsi sul proprio core business e ho apprezzato l'intervista dell'amministratore delegato di Rcs Scott Jovane che giustamente dice che intende concentrarsi lì: loro hanno la Gazzetta, il Corsera, attività in Spagna, i libri... poi nel core business bisogna investire: sono tutte cose logiche, di buon senso: se qualcuno è contrario mi deve dire perchè".


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