Meridiana e lo shopping italiano del Qatar

L'emiro compra grattacieli, hotel di lusso, ospedali. Ora è pronto ad aiutare la società dell'Aga Khan e a metanizzare la Sardegna

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L'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani – Credits: MARWAN NAAMANI/AFP/Getty Images

Massimo Morici

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Dopo la maison Valentino e i grattecieli di Porta Nuova a Milano, un altro pezzo d'Italia (meglio di Sardegna) sta per finire sotto il controllo del Qatar. Questa volta tocca alla Meridiana che da sette anni chiude il bilancio in perdita.

La compagnia sarda dell'Aga Khan, l'inventore del turismo in Costa Smeralda (tra l'altro già colonizzata dagli sceicchi: hanno rilevato nel 2012 le strutture ricettive di lusso dell'americano libanese Tom Barrack, una transazione finita poi sotto la lente dei magistrati che sospettano un'evazione fiscale milionaria), è nel mirino della Qatar Airways che ha in corso una due diligence su Meridiana per valutare possibili sinergie.

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Sarebbe la seconda compagnia italiana nel mirino di un vettore del Golfo dopo Alitalia, passata dal controllo francese a quello di Ethiad, degli Emirati Arabi Uniti. "Abbiamo studiato Meridiana con attenzione, siamo in fase di due diligence. Se riterremo che ci siano sinergie saremo più che contenti di aiutare Meridiana, anche per creare posti di lavoro in Italia" ha detto il ceo di Qatar Airways, Akbar Al Baker, non fornendo ulteriori dettagli, ma citando il caso di Iag, la holding di British e Iberia, in cui gli sceicchi sono entrati a gennaio con una partecipazione del 9,99%.

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Gli sceicchi in Sardegna
Un'acquisizione, quella della quota in Iag, definita "strategica". Come del resto sembra essere l'Italia per il Qatar, che può contare sulla potenza di fuoco del Qia, il fondo di investimento sovrano creato nel 2005 per gestire le immense rendite petrolifere di un paese grande più o meno come la Basilicata. 

La notizia, dopo anni di indiscrezioni sul possibile interesse del vettore di Doha per l'aviolinea sarda, fa il paio infatti con un'altra collaborazione tra la Sardegna e lo stato del Golfo: l'accordo con la Qatar Foundation per la costruzione dell'ospedale ex San Raffaele, ora Mater Olbia, che prevede un investimento da 1,2 miliardi di euro e mille nuovi posti di lavoro.

Una bella cifra, ma quando c'è da investire gli sceicchi non badano a spese. Saltato il progetto del metanodotto Galsi dall'Algeria, vorrebbero loro metanizzare l'isola, con la costruzione di un rigassificatore targato Rasgas, la compagnia del Qatar che occupa la seconda posizione mondiale nella produzione di gas liquefatto (GNL).

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Gli hotel di lusso
Nel resto del Paese, invece, il Qatar, attraverso società che fanno capo all'emiro o ad altri esponenti del governo, preferisce puntare soprattutto sul turismo e sull'immobiliare. L'investimento nei grattacieli di Porta Nuova a Milano, che hanno un valore di 2 miliardi di euro, è finito su tutte le prime pagine con titoli a caratteri cubitali.

Ma nel capoluogo lombardo Doha aveva già messo la bandierina sull'hotel Gallia, prestigioso cinque stelle prossimo alla Stazione Centrale, comprato nel 2006 per 100 milioni di euro. E proprio gli hotel di lusso sembrano essere diventati l'ultima mania dell'emiro.

"L'Italia è un Paese bellissimo e per noi molto interessante" ha confermato lo sceicco Nawaf Bin Jassim Bin Labor Al-Thani, presidente di Katara Hospitality, una catena del Qatar che ha rilevato anche l'Intercontinental de la Ville di Roma, dove fra l'altro un altro gruppo del Golfo, Constellation Hotels Holding, possiede il prestigioso Grand Hotel St Regis.

A questi si aggiungono il Four Season di Firenze, comprato nel 2013 per 150 milioni di euro, e il Gritti Palace di Venezia, ultimo in ordine cronologico della collezione "italiana" dell'emiro, costato 105 milioni di euro. 

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