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Meno droga, più smartphone: come cambiano i consumi degli adolescenti

Un nuovo studio analizzerà l'influenza positiva di video game e social media sulle dipendenze

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Teenager con smartphone – Credits: iStock - nycshooter

A quanto pare, esiste un effetto collaterale positivo dell’uso di smartphone da parte degli adolescenti che, “in cambio”, consumo meno sostanze stupefacenti. Lo rivela il New York Times che evidenzia come, nonostante l’accettabilità per il consumo di marijuana stia crescendo, nell’ultimo decennio l’interesse per la cannabis da parte degli adolescenti sia calato. L’ipotesi, in realtà, dovrà esser vagliata da una ricerca ad hoc, perché per quanto esistano numerosi dati relativi al consumo di droghe, si sa ancora poco degli effetti dell’uso di smartphone. Il dato, in ogni caso, è indicativo. Secondo le statistiche del National Health Service britannico citate dall’Independent, infatti, i livelli di dipendenza da tabacco, alcolici e droghe da parte di adolescenti nella fascia 11-15 anni si sono più che dimezzati nell’ultimo decennio. In particolare, fra il 2000 e il 2003, la dipendenza da alcool è passata dal 25 al 9%, mentre quella da tabacco è scesa dal 9 al 3%. Negli Stati Uniti, invece, la dipendenza da alcool e tabacco ha toccato il minimo da 40 anni a questa parte.

Nora Volkow, direttore del US National Institute on Drug Abuse che condurrà la ricerca, ha ipotizzato che il senso di indipendenza e l’intrattenimento fornito dagli smartphone abbiano contribuito a nuovi modelli di consumo per quanto riguarda le droghe. “Non sappiamo esattamente come gli smartphone influenzino il cervello, ma ci sono correlazioni interessanti fra il loro utilizzo e l’attività cerebrale”, concorda Arko Ghosh, esperto in comportamento e smartphone dell’Università di Zurigo che sottolinea come gli smartphone forniscano una gratificazione immediata attraverso i giochi e una gratificazione differita, grazie ai social. Ricevere una risposta a un messaggio inviato, infatti, produce sensazioni positive. Giocare ai videogame e usare i social media, inoltre, soddisfa il bisogno di emozioni, tanto che David Greenfield, assistant clinical professor di psichiatria alla Scuola di Medicina dell’Università del Connecticut, ha dichiarato che i cellulari funzionano come "dispositivi portatili di dopamina".

Il problema a questo punto è l’emergere di una nuova forma di dipendenza legata all’utilizzo dei cellulari. I teenager americani, fa sapere Common Sense Media, trascorrono in media sei ore e mezza in compagnia di video game e social media. In base alle ricerche del professor Ghosh, un utente medio accede al proprio cellulare tremila volte al giorno e un report di Pew Research Centre certifica che quasi quarto dei 13-17enni americani possessori di uno smartphone (il 75% dei giovani ha accesso a un cellulare di questo tipo) è online quasi costantemente. Il 40% dei giovani britannici, infine, controlla il proprio smartphone anche dopo essere andato a letto. 



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