Marmo italiano, l'export traina la ripresa

Il settore teme il blocco del mercato russo, ma le esportazioni hanno riportato i fatturati ai livelli pre-crisi.

– Credits: Una cava di marmo rosa a Orosei, in Sardegna (credits: Getty)

Gianluca Ferraris

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Il possibile blocco delle importazioni dalla Russia, uno dei principali mercati di sbocco, ha rovinato un po’ la festa, anche perchè a compensarlo non baste il pur sorprendente raddoppio dell’export verso l’altro Paese belligerante, l’Ucraina. Restano criticità occupazionali e ambientali, soprattutto nel distretto di Carrara. E preoccupa il boom delle cave low cost di Paesi Brics, Iran e Zimbawe. Per adesso, però, il marmo italiano può ancora sorridere di fronte a dati che ne certificano la tenuta e in alcuni casi persino il ritorno a livelli pre-crisi: dei quasi 4 miliardi di euro di fatturato complessivo oltre un terzo arrivano dalle esportazioni, che nei soli primi quattro mesi del 2014 hanno totalizzato ricavi per 574 milioni (+5,3 per cento sullo stesso periodo del 2013) e fatto segnare forti aumenti su tutti i mercati: del 6,6 per cento in area Ue, del 19,7 per cento in Africa, del 3,9 per cento negli Stati Uniti e del 3,2 per cento in Medio Oriente, nonostante dazi in crescita.

A dirlo sono i dati appena pubblicati dall’Osservatorio di Marmomac, la fiera che dal 24 settembre, pochi giorni dopo la tappa veronese di Panorama d’Italia, richiamerà in città il meglio di un comparto fra i più specializzati del made in Italy (oltre 3 mila imprese e 32 mila addetti, ai quali va aggiunto l’indotto rappresentato da arredo, macchinari e sistemi di posa). Quest’anno Marmomac si svolgerà in contemporanea con la rassegna Abitare il tempo, dedicata a contract e design, mentre nei mesi a seguire il format proseguirà con una serie di eventi all'estero, dal Qatar agli Stati Uniti, e con iniziative come la Stone academy, che mette in rete 20 università italiane ed estere per attività di ricerca e formazione legate all'utilizzo della pietra in architettura. L’obiettivo degli organizzatori di VeronaFiere è spingere le aziende di filiera a fare squadra su progetti il più ampi possibile, in modo da compensare il vistoso calo della domanda domestica che riguarda sia il materiale grezzo che gli interni.

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