Luxottica, pronto il nuovo assetto

L'addio ad Andrea Guerra sarà formalizzato il primo settembre. Per la successione in pista un triumvirato guidato da Enrico Cavatorta. Intanto Del Vecchio prova a rassicurare i mercati.

– Credits: Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica (ctredits: Andrea Dal Zennaro/Ansa)

Gianluca Ferraris

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Un vertice a tre guidato da Enrico Cavatorta, attuale direttore finanziario: una decisione già presa nell'organigramma ma non ancora in tutti i nomi. La delibera verrà approvata nel consiglio di amministrazione ufficialmente convocato per il primo settembre, una riunione che dovrebbe anche accelerare sull'uscita di Andrea Guerra, non più in inverno come inizialmente preventivato ma al massimo nel giro di un mese.

Secondo quanto risulta a fonti di mercato contattate stamattina dall’agenzia Ansa, è questo il futuro che attende Luxottica dopo che il cda di lunedì prossimo “delibererà in merito all’assetto organizzativo e alla posizione dell’attuale amministratore delegato”, come si legge in una nota trasmessa dal gruppo a stampa e analisti nella serata di ieri.

Sempre in base alle indiscrezioni raccolte gli altri due triumviri che affiancheranno Cavatorta - al quale spetteranno un ruolo di “primus inter pares” e la possibile qualifica di consigliere delegato - saranno un responsabile dei mercati con forte vocazione internazionale e un responsabile dei servizi: è in corso uno screening da parte di Egon Zhender, società di headhunting incaricata di individuare i profili più adatti, per i quali tuttavia, proprio come accaduto con Cavatorta, non è escluso il ricorso alla soluzione interna. Anche perchè tutti gli indizi portano a ritenere che la decisione ultima verrà presa da Leonardo Del Vecchio in persona, i cui dissidi con Guerra sono perlatro all’origine del divorzio.

Che l’azionista di riferimento sia parecchio attento alle evoluzioni di questi giorni è del resto abbastanza chiaro: secondo quanto comunicato alla Consob tra il 20 e il 22 agosto, dunque successivamente alle indiscrezioni sull’uscita di Guerra, la holding lussemburghese Delfin, controllata dalla famiglia del fondatore, ha acquistato azioni Luxottica per un controvalore di circa 633mila euro. Una mossa sensata visto il trend ribassista del titolo, ma non c’era certo bisogno che la capogruppo rafforzasse la sua posizione, visto che la sua quota azionaria supera il 66 per cento: per questo ai più è apparsa come un segnale di fiducia dato dal patron al mercato per frenare la turbolenza, in linea con l’altra mossa effettuata ieri divisitare la sede milanese del gruppo per rassicurare i dipendenti e scambiare qualche battuta informale con i giornalisti.

Ieri la Borsa sembra aver recepito il cambio di passo, premiando Luxottica con una crescita dell’1,2 per cento (in questo momento la seduta odierna riporta un ulteriore +0,76): uno dei rialzi meno convinti in una seduta euforica per il listino milanese, ma comunque un’inversione di tendenza acclarata dopo cinque sedute consecutive di calo.

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