Licenziamenti nelle banche: il sostegno del Governo

Scivoli per il prepensionamento e incentivi alle uscite attraverso il recupero dei fondi versati dagli istituti di credito alla Naspi

Visco

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante la relazione annuale della Banca d'Italia, Roma, 31 maggio 2016 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Redazione Economia

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Sono 16 mila gli ulteriori lavoratori previsti in uscita dal settore bancario da qui al 2020 secondo i calcoli dei sindacati.
Per aiutare le banche a tagliare (un invito più volte arrivato anche dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco) il governo starebbe studiando l'opportunità di rendere disponibili fondi ad hoc per sostenere i processi di uscita dal settore del credito.

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Dopo lo scivolo per il prepensionamento, che è già stato portato da 5 a 7 anni di anticipo, arriverebbero anche risorse per consentire alle banche di incentivare le uscite. Ma non viene spiegato, attingendo alla fiscalità generale quanto "liberando" le risorse che le stesse banche versano per gli ammortizzatori sociali.

Una prima apertura, intanto, è arrivata dal viceministro dell'Economia Enrico Morando, secondo il quale si può "eventualmente discutere di un ulteriore intervento del pubblico, come si è fatto in tantissimi altri settori", anche se "fino ad oggi, e spero che possa essere così anche domani, il sistema del credito ha gestito in proprio gli ammortizzatori sociali del settore e non ha avuto soldi dello Stato".

La strada, spiegano diverse fonti, potrebbe quindi essere quella di consentire agli istituti di credito di "recuperare" - o quantomeno di attingere secondo le necessità volta per volta - i circa 200 milioni che le banche versano ogni anno per la Naspi per tutte le categorie di lavoratori, senza però usufruire del meccanismo visto che il settore ha un suo Fondo esuberi che entra in campo per "coprire" le uscite anticipate.

Questa soluzione, già suggerita dalla Fabi a inizio agosto, consentirebbe di gestire il problema. (ANSA)

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