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Grano Armando: come cambia il mercato della pasta italiana

Il pastificio De Matteis Agroalimentare di Flumeri lavora con una filiera d'eccellenza basata su un rigido disciplinare di produzione e un codice etico

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Francescapaola Iannaccone

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Un'agricoltura che pervade e coinvolge i territori e i suoi abitanti. Mette in relazione chi coltiva i prodotti e chi ne fruisce perché vicina e reciproca. Unisce e non divide.

"Partire con il piede giusto", è questa la prima regola che il pastificio De Matteis Agroalimentare di Flumeri, Avellino, si impone per creare un prodotto d'eccellenza.
È il quinto pastificio più grande d'Italia.

Con il metodo di trasformazione del grano a ciclo integrato, grazie al Molino collegato direttamente al pastificio, produce una pasta a grano duro italiano, coltivata nel rispetto della filiera "Armando" tra agricoltori e produttori.

Sono centinaia gli agricoltori di questa filiera, dislocati in 9 regioni d'Italia: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Toscana, Umbria e Marche.

Il disciplinare di produzione
Ottomila ettari di superficie coltivata a grano duro, seguendo le linee guida di un rigido disciplinare di produzione, un codice etico comportamentale che impone le "pratiche agronomiche "da seguire, ponendo l'accento sui "criteri di conservazione della granella".

Un disciplinare applicato agli aderenti al "Contratto per la vendita e la coltivazione del grano duro", ratificato e sottoscritto tra gli agricoltori e il produttore, sottolineando i punti fondamentali per l'acquisizione delle materie prime:
1) Avvicendamento culturale;
2) Scelta varietale;
3) Semina;
4) Concimazione;
5) Difesafito-patologica;
6) Modalità di raccolta;
7) Tecniche di stoccaggio;

"Un disciplinare vincolante, senza variazioni, che indica i migliori metodi quantitativi e qualitativi per la produzione del grano", sottolinea Marco De Matteis, Amministratore Delegato della De Matteis Agroalimentare.

"Il patto si consolida e si rafforza di anno in anno" prosegue De Matteis, "tutti coloro che vi aderiscono hanno dimostrato di avere sempre più fiducia, tanto da aumentare gli appezzamenti di terreno coltivati a Grano Armando".
"La forza della filiera vive in quel legame stretto che si instaura tra il pastificio ed i suoi agricoltori. Ognuno gioca un ruolo importante all'interno di questo ecosistema di Produttori, Agricoltori e Consumatori".

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– Credits: Ufficio stampa

Un progetto a tutela degli agricoltori che, sentendosi garantiti, operano con serenità dedicandosi alla qualità.

Sono di quest'anno i numeri che vedono l'aumento dei terreni destinati a Grano Armando del 35%.

I coltivatori, stipulando l'accordo con il pastificio campano, percepiscono un compenso minimo per il grano conferito, che aumenta con l'aumentare del raccolto, cosicché da instaurare un meccanismo che protegge la professione dell'agricoltore.
"Quest'anno il raccolto è stato davvero buono" sottolinea De Matteis, "il grano conferito risulta di ottima qualità con percentuali proteiche che hanno raggiunto picchi anche del 16%".

Ed è proprio l'alto contenuto proteico con un elevato indice di glutine che conferisce alla pasta Grano Armando la sua eccellente qualità.
Le materie prime, selezionate tra le migliori qualità di grano duro italiano, affidate ad un patto di filiera inderogabile, fa sì che la produzione di una pasta genuina, trafilata a bronzo ed essiccata lentamente, imballata nel biodegradabile per il rispetto dell'ambiente sia sinonimo di eccellenza italiana.

Grano Armando coltiva anche talenti
Per garantire lo sviluppo delle aziende agricole attraverso il passaggio generazionale, destinata ai figli o nipoti titolari delle aziende agricole facenti parte del contratto di coltivazione, la comunità Armando apre le porte a un Master Agro-Alimentare presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona.
La pasta italiana oggi ha un volto, quello di tutti gli agricoltori che vi aderiscono, una grande famiglia che ha trovato in Armando non un contratto da firmare, ma un patto da stringere.

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