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Governo-Ferrovie dello Stato, le cose da sapere

Il ministro dei trasporti Toninelli ha mandato via i vertici delle Fs, per motivi che lui definisce etici. Ma c’è chi lo accusa di lottizzazione

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Danilo Toninelli, esponente del Movimento 5 Stelle e ministro dei Trasporti, è bastato un post su Facebook per dare il benservito ai vertici delle Ferrovie dello Stato (Fs), in primis al suo amministratore delegato Renato Mazzoncini. Sul popolare social network, infatti, Toninelli ha pubblicato una fotografia che lo ritrae mentre firma il provvedimento di decadenza del consiglio di amministrazione di Fs, che è controllata al 100% dal Ministero dell’Economia. 

Spoil System pentastellato

Per adottare questa misura, il ministro ha fatto ricorso ai poteri conferitigli da una norma del 2002, la Legge Frattini sullo spoil system, che permette agi esponenti dell’esecutivo di mandare a casa con un tratto di penna, o poco più, i vertici delle aziende controllate dallo Stato. Così ha fatto Toninelli con le Ferrovie, annullando anche lo svolgimento dell’assemblea della società, in programma il 26 luglio. 

Ma perché c’è stata questa operazione-lampo? Alla base della decisone del governo, a detta del ministro, ci sono ragioni etiche. Mazzoncini è stato infatti rinviato a giudizio il mese scorso per truffa in un'inchiesta su Umbria Mobilità, una società costituita da Busitalia, azienda del gruppo Fs che si occupa di trasporti passeggeri su gomma.  “Siamo il governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale, soprattutto se prodotta al servizio dei cittadini, che non abbia un risvolto etico”, ha scritto su Facebook Toninelli. 

Non si è fatta attendere però, la risposta di Mazzoncini che ha inviato una lettera ai collaboratori dove ha rivendicato i meriti della sua gestione, in primis un aumento dei passeggeri ferroviari del 25%, l’avvio di un piano di investimenti sui treni locali, e soprattutto un utile medio annuo per la società di 645 milioni di euro, cresciuto del 60% rispetto al triennio precedente. Alla base della sua rimozione, secondo il n.1 di Fs e anche secondo l'opposizione del Pd, ci sono solo ragioni di spoil system. Si vuole cioè mandarlo via per mettere al suo posto dei fedelissimi della nuova maggioranza Lega 5Stelle, con una lottizzazione stile Prima Repubblica. 

Niente unione con Anas

Non a caso, tutto il consiglio di amministrazione attuale di Fs è stato nominato dal governo del Pd di Matteo Renzi e riconfermato da quello guidato da Paolo Gentiloni. Che si tratti di lottizzazione o no, il Movimento 5Stelle sembra molto interessato alla partita delle Ferrovie soprattutto per ragioni politiche. Toninelli ha già detto più volte che vuole bloccare le opere per la Tav, la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. 

Inoltre, lo stesso Toninelli ha intenzione di fermare l’ingresso nel gruppo Fs dell’Anas, l’azienda che gestisce la rete stradale itaiana. Si tratta di un’operazione già messa in cantiere dall’ex-ministro dei trasporti, Graziano Del Rio, per creare un colosso nazionale delle infrastrutture. Ora il governo Lega-5Stelle si appresta ad azzerare tutto, proprio come ha già fatto con i vertici del gruppo Ferrovie dello Stato.

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