Aziende

Giorgetto Giugiaro, un artista del design

Storia dello "stilista delle auto" che a quasi 77 anni ha abbondato la sua Italdesign passata al 100% alla Volkswagen

Giorgio Giugiaro

Giuseppe Cordasco

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Qualcuno parla già di fine di un’epoca. E in effetti l’addio di Giorgetto Giugiaro al proprio ruolo di presidente onorario di Italdesign rappresenta un passaggio storico per l’industria automotive non solo italiana, ma mondiale. Quella di Giugiaro è infatti un’esperienza professionale che ha attraversato il destino industriale di tutti i più grandi marchi automobilistici. Una storia impressionante che si conclude con un breve comunicato nel quale si annuncia la cessione da parte della famiglia Giugiaro del 9,9% delle proprie quote Italdesign rimanenti, al Gruppo Volkswagen, che dal 2010 già ne deteneva il 90%, e che ora dunque sale al 100%. Una storia, quella dell’ormai quasi settantasettenne Giugiaro iniziata nel lontano 1955, quando all'età di 17 anni, proveniente dalla provincia cuneese, viene assunto alla Fiat entrando a far parte del Centro Stile della casa torinese.

 


Da quel momento la crescita professionale è inarrestabile. Dopo due importanti esperienze formative in due prestigiose carrozzerie dell’epoca, Bertone e Ghia, nel 1968 arriva il grande salto di qualità. Insieme ad Aldo Mantovani, il giovane Giugiaro fonda a Moncalieri quella che sarà la sua creatura imprenditoriale: Italdesign. Un’azienda grazie alla quale l’artista del design italiano ha dato corpo a decine di vetture prestigiose che gli hanno fruttato riconoscimenti in tutto il mondo. L’elenco di automobili partorite da Giugiaro è sterminato, ma basterebbe citare Panda e Golf per evidenziare quanto e come egli abbia influito sulla storia stessa dell’automotive mondiale. Ma tra gli oltre 200 modelli realizzati nel corso di questi lunghi anni, citazioni meritano anche le sue collaborazioni con l’Alfa Romeo, che vanno dall’Alfasud alla 159, passando per Alfetta e Giulia. E poi ancora Audi 80 e Lancia Delta, Maserati Kubang e Renault 19, Saab 9000 e Seat Ibiza.

Una breve carrellata di nomi che ovviamente non rende in nessun modo piena giustizia ad un genio creativo il cui valore è stato più volte premiato a livello internazionale. Tra le numerose onorificenze ricevute ricordiamo sei Compasso d'Oro, tre Auto dell'Anno, due Volanti d'Oro. Nel 2001 poi l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Cavaliere del Lavoro e nel 2010 ha ottenuto la laurea magistrale honoris causa in Architettura, presso il Politecnico di Torino con la seguente motivazione: “Per la competenza nel risolvere l'intuizione formale con tecnologie e tecniche efficaci e per la sensibilità nella comprensione e anticipazione della cultura, della economia, della domanda e del mercato”.

E come se non bastasse nel 1999, a Las Vegas, una giuria di giornalisti provenienti da tutto il mondo ha incoronato Giorgetto Giugiaro “Car Designer del Secolo”. Un’eredità di conoscenze e professionalità che il designer piemontese lascerà ora in eredità alla sua Italdesign, che ovviamente prosegue la sua attività. E non a caso nel comunicato in cui si annunciano le sue dimissioni, si precisa anche che “il metodo di lavoro, la flessibilità e la pionieristica combinazione tra stile e progettazione e sviluppo prodotto sono ora bagaglio culturale dei 1.000 dipendenti e rappresentano un prezioso valore aggiunto a disposizione del Gruppo”. 

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