Il futuro di Hp tra scissioni e nuove acquisizioni

Cosa c'è nel piano di sviluppo dell'azienda che ha appena annunciato una scissione interna

Meg Whitman

Meg Whitman, presidente e amministratore delegato Hewlett Packard – Credits: Justin Sullivan/Getty Images

Alcuni analisti non hanno usato mezzi termini: “La scissione di HP è un modo per far vedere che sta succedendo qualcosa”. A quasi quattro anni dall’insediamento di Meg Whitman al vertice del colosso americano, infatti, la crescita promessa non è arrivata. A suo posto, nonostante un bilancio in attivo, nascono due nuove entità aziendali: Hewlett Packard Enterprise, guidata da Whitman, che si occuperà di software e servizi alle imprese e Hp Inc., che gestirà computer e stampanti, operando soprattutto sul fronte consumer. Nelle ultime ore, in risposta alle critiche degli analisti, Whitman, presidente e amministratore delegato della multinazionale, ha sentito il bisogno di dare spiegazioni. Insieme al chief financial officer Cathie Lesjak, dunque, ha aggiunto alcuni dettagli sulla nuova operazione. 

Innanzitutto, Whitman ha definito “imminente”, una nuova acquisizione del valore di sei-dieci miliardi di dollari, cosa che ha riacceso i riflettori sui colloqui interrotti con Emc Corporation, azienda che sviluppa, fornisce e supporta infrastrutture per l’information technology e lo storage. Per un anno, infatti, le due società hanno discusso di un futuro comune, riferiva Business Insider a fine settembre, ma a quanto pare le parti non sono riuscite a trovare un accordo.

Nell’elenco dei candidati che potrebbero fare gola a Hp, Bloomberg inserisce aziende del settore tecnologico che stanno crescendo molto velocemente come Teradata Corp., società di information-warehousing valutata 6,5 miliardi di dollari con un portfolio di clienti come eBay e Coca-Cola. Imperva Inc., azienda di cybersecurity; Tibco Software Inc., specializzata in software per l’analisi dei dati e SimpliVity Inc. che offre software per la convergenza di componenti tecnologici su un’unica piattaforma. Sempre in tema di acquisizioni, Whitman esclude che Dell o Lenovo possano essere interessate ad acquisire il business dei computer di Hp Inc., perché una mossa in questo senso potrebbe – è l’opinione del ceo – richiedere l’intervento dell’anti-trust. 

Dunque, dopo un decennio di acquisizioni costate 66 miliardi di dollari, un alto indebitamento, una caduta verticale delle azioni e il licenziamento di 50mila dipendenti, Whitman ha dichiarato che Hp non ha intenzione di indebitarsi nuovamente, per quanto l’ipotesi di accendere nuovi prestiti non sia completamente esclusa. Certo è che le due nuove realtà che nasceranno il prossimo anno dovranno ammortizzare il mancato risparmio dei costi operativi reso possibile dall’esistenza di una sola Hp. Non è passato molto tempo, infatti, da quando il direttore finanziario sosteneva che mantenere Hp unita significava un risparmio di un miliardo di dollari l’anno. Adesso, secondo Lesjak, rinunciare a questa cifra non sarebbe un problema come avrebbe potuto essere anni fa. In pratica, il direttore finanziario ha ribadito che de-sinergizzare costerebbe meno di un miliardo di dollari. A cui poi, ovviamente, vanno aggiunti i costi sociali dei 55mila licenziamenti annunciati. 

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