Furbetti della finanza, che fine hanno fatto

Proto è finito in carcere accusato di avere manipolato il mercato. Vicenda che riaccende l’interesse per i protagonisti di altri scandali

Alessandro Proto

Il finanziere Alessandro Proto posa per una foto nel suo studio di Milano, 23 novembre 2012. Proto è stato arrestato per il pericolo concreto che si preparasse a scappare in Svizzera dove ha la sua residenza (Credits: ANSA /Matteo Bazzi)

Edmondo Rho

-

Ora è toccato ad Alessandro Proto, finito in carcere dopo avere comunicato improbabili cordate per la Rcs. E la memoria corre all’estate del 2005, quando un gruppo di finanzieri d’assalto e immobiliaristi venuti dal nulla tentò alcune clamorose scalate in borsa, dalla stessa Rcs a banche come Bnl e Antonveneta. Uno di loro, Stefano Ricucci, immortalò il gruppo con l’autodefinizione «furbetti del quartierino» captata in un’intercettazione telefonica. Sono stati costretti alla resa come i loro protettori, tra cui l’allora governatore di Bankitalia Antonio Fazio, cui il banchiere lodigiano Gianpiero Fiorani voleva dare «un bacio in fronte». Tra i protagonisti della finanza c’erano anche Bruno Sonzogni, creatore della Bipop, e Virgilio Degiovanni, ideatore di Freedomland. Hanno tutti cambiato la loro vita.

STEFANO RICUCCI

STEFANO-RICUCCI_emb8.jpg

Aveva sposato l’attrice Anna Falchi e la sua specialità continuano a essere le belle donne: sia nelle uscite pubbliche, sia sul profilo Twitter, dove cinguetta con una corte di ragazze. Invece sulla sua pagina Facebook Ricucci, 50 anni, torna all’antico amore del mattone: il suo ultimo pallino sono le case da sogno, ma pubblicizza anche un resort a Monte-Carlo. Mentre la sua società, la Magiste, è in liquidazione.

GIANPIERO FIORANI

Vive sempre a Lodi, defilato, mentre si vede più spesso nel centro di Milano, dove ha un ufficio di consulenza vicino a corso Italia. Con la sua ex banca, che gli aveva fatto causa, ha raggiunto una transazione e ora Fiorani, 53 anni, si dedica con riservatezza ai business delle energie alternative.

BRUNO SONZOGNI

Era il padre padrone della Bipop, costretto a lasciare nel 2001 sotto l’accusa di cattiva gestione. Da allora Sonzogni, 65 anni, è sparito dal mondo della finanza e la sua attività è quella di mercante d’arte: viaggia tra Londra, New York e San Francisco ma continua ad abitare in riva al Lago d’Iseo. È stato assolto dalle imputazioni più gravi: associazione a delinquere e aggiotaggio.

VIRGILIO DEGIOVANNI

Inventore della rivista Millionaire e della rete Freedomland, che quotò in borsa e gli costò una condanna a 10 mesi, Degiovanni, 47 anni, si è poi trasferito a Napoli, dove ha messo in piedi una società per la vendita di applicazioni di telefonia mobile per dedicarsi quindi ai corsi online.

EMILIO GNUTTI

Protagonista della scalata alla Telecom Italia con Roberto Colaninno, è stato costretto a far assorbire la sua Hopa dalla Mittel di Giovanni Bazoli. A Brescia ora si fa vedere poco, ma è sempre attivo nell’immobiliare con una nuova società, la Aton. Inoltre possiede una palestra, la Millennium, con tre piani di garage sotterraneo per ospitare le 150 auto d’epoca della sua collezione. Ma soprattutto Gnutti, 65 anni, deve dedicare tempo ai suoi processi: già più volte condannato per insider trading, ora gli è arrivata la condanna a 4 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta della Shs ed è stato rinviato a giudizio per il crac della Snia Viscosa.

Leggi Panorama on line

© Riproduzione Riservata

Commenti