Forum della cucina, trionfa la pasta made in Italy

A Parma la terza edizione dell'evento organizzato da Academia Barilla. Esportazioni per 25 miliardi di euro

I premiati della passata edizione del miglior "pasta chef nel mondo" - credits: Academia Barilla

Marino Petrelli

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L’alimentare italiano è una spinta verso l’export. I dati parlano chiaro: nel primo trimestre 2013 ha messo a segno un aumento del 12 per cento rispetto all’anno scorso e, per la prima volta, le imprese food che esportano superano quelle che lavorano per il solo mercato domestico. Emerge dall’analisi di Format Research per Federalimentare, secondo cui per una azienda su 4, il 23,2 per cento, i mercati esteri sono fonte di almeno il 30 per cento dei ricavi, con punte dell’80 per cento per vino, olio, pasta, conserve.

Quasi 1.062 milioni di tonnellate di pasta made in Italy sulle tavole dell’intero globo e oltre 80 mila locali nel mondo: la ristorazione italiana fuori dal nostro paese non conosce crisi. Gli ambasciatori della migliore cucina italiana nel mondo si riuniscono, a Parma, per il “III Forum della cucina italiana nel mondo ” organizzato da Academia Barilla. Nella giornata di apertura, si dibatterà su come mantenere gli standard di autenticità e qualità della cucina italiana all’estero, sull’identificazione del modello vincente del ristorante italiano nel mondo, insieme agli strumenti per combattere la concorrenza, inclusa quella sleale del “fake italian”, ovvero i falsi prodotti italiani spacciati come nostrani.

Il momento più importante della manifestazione sarà la seconda edizione dell’Academia Barilla Pasta World Championship. Chef da oltre 20 paesi del mondo si sfideranno per conquistare il titolo di miglior “pasta chef” mondiale. Tra i concorrenti anche il vincitore dell'edizione 2012, il “giappoletano” Yoshi Yamada, chef giapponese con un trascorso lavorativo nella città partenopea, che ha conquistato la giuria con delle bavette alle vongole, cozze e calamari.

L'ITALIA E' IL PAESE DELLA PASTA

“Con un mercato di circa 1 milione di tonnellate nel canale retail, di cui circa 360 mila del marchio Barilla, l’Italia si conferma oggi il paese della pasta, soprattutto quando si guarda al consumo pro capite in cui gli italiani restano al vertice con 26 chili di pasta a testa ogni anno, e una diffusione del prodotto del 99 per cento nelle case italiane – dice a Panorama.it Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla -. A livello internazionale, seguono il Venezuela, con oltre 12,3 chili di pasta pro capite, la Tunisia, con 11,9 e la Grecia, con 10,5”

Il ristorante italiano all’estero, inoltre rappresenta anche un avamposto della promozione turistica e culturale del Paese. “Esportiamo per 25 miliardi di euro ma possiamo arrivare a 37 – osserva Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare -. La Germania, che pure non è un paese di tradizione alimentare, esporta il 10 per cento in più dell’Italia in rapporto al fatturato. Dal 20 per cento potremmo quindi arrivare al 28, potendo contare su prodotti della dieta mediterranea e di ottima qualità”.

Nel 2012 l’Europa ha registrato un incremento medio dell’11,8 per cento in valore (dati Aidepi, luglio 2012), dove spicca la crescita registrata in paesi quali la Svizzera, la Russia e la Norvegia. Oltreoceano, gli Stati Uniti rimangono i primi importatori extra Europa e i quarti in assoluto, registrando nei primi sette mesi del 2012 un +20,8 per cento in valore, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. “E’ nel continente asiatico che si registra il maggiore volume di vendite di pasta italiana dopo l’Europa, con un valore dell’export che si attesta a +11,4 per cento. Tra i paesi d’oriente, il trend più sorprendente si registra in Cina che, in soli 7 mesi, ha visto quasi raddoppiare l’importazione dall’Italia – aggiunge Zenti -. In questo contesto generale, la pasta italiana è riconosciuta sotto il brand Barilla in molte delle geografie più rilevanti per il mercato, come gli Stati Uniti dove l’azienda produce localmente e ha conquistato la leadership in pochi anni dal suo ingresso nel paese con una quota del 27 per cento. Seguono la Germania e la Francia”.  

 

ENOGASTRONOMIA IN CRESCITA IN ITALIA E NEL MONDO

Un settore in pieno sviluppo è quello del turismo enogastronomico in Italia, malgrado la crisi e la progressiva riduzione di supporto pubblico. Tra il 2000 e il 2010 il turismo internazionale è cresciuto del 4 per cento, mentre secondo il World Tourism Barometer dell’Unwto, l’Italia è il quinto paese al mondo per destinazione di turismo internazionale dopo Francia, USA, Cina e Spagna. I turisti sono stati 46 milioni nel 2011, con un incremento del +5,7 per cento rispetto al 2010. La provenienza principale arriva dalla Germania. “Da una ricerca di Future Brand 2011, su 25 paesi nel mondo l’Italia è la prima scelta dei turisti internazionali per il food and wine e per arte e cultura – conclude Zenti -. Da questa consapevolezza, Academia Barilla, nata per promuovere e difendere la cultura alimentare italiana nel mondo, ha recentemente lanciato un programma di tour per promuovere il meglio dell’offerta italiana, attraverso esperienze culturali e gastronomiche”.

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