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Flixbus, perché il Milleproroghe boccia gli autobus low cost

Con un emendamento inserito all’ultimo momento, è stata sbarrata l’attività ad un gruppo che dava fastidio per le politiche di prezzi aggressivi

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Giuseppe Cordasco

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Sta suscitando non poche polemiche l’emendamento del decreto Milleproroghe che in pratica bloccherà in Italia le attività di Flixbus, società che proponeva viaggi low cost in autobus. Un servizio che iniziato in sordina, stava conquistando sempre più clienti. Basti pensare che in un solo anno e mezzo di attività in Italia i viaggiatori che avevano usufruito di questi nuovi servizi di collegamento tra grandi città a prezzi stracciati, erano stati circa tre milioni. Il tutto nell’ambito di un gruppo, nato in Germania su iniziativa di giovani imprenditori, che a livello europeo propone già mille collegamenti diversi, 120 dei quali mettono in contatto città che si trovano nel nostro Paese.

Liberalizzazioni, promesse mancate


Ma tutta questa intraprendenza non deve essere piaciuta a qualcuno visto che l’emendamento approvato nel Milleproproghe sembra essere stato scritto su misura per colpire proprio Flixbus. Esso prevede infatti la possibilità di offrire servizi di collegamento su autobus tra le diverse Regioni italiane solo a società che svolgano questa attività in maniera preponderante. E siccome Flixbus è una piattaforma online che fa altro e che per proporre il servizio di autobus affitta a noleggio i mezzi necessari, ecco che certamente si vedrà d’ora in poi negate le autorizzazioni per svolgere il proprio servizio. Il tutto alla faccia della concorrenza e dello sviluppo di nuove imprese, proclama che in tanti sventolano, ma che poi finisce nel cassetto quando si tratta di tutelare iniziative come quella di Flixbus. Che poi di tutele non ne aveva neanche bisogno, visto che aveva dimostrato di saper stare perfettamente da sola e con le proprie gambe sul mercato.

Semplificazioni ok, ma mancano le liberalizzazioni


Semmai, ad essere preoccupati forse erano altri operatori del settore che certamente staranno festeggiando l’approvazione del contestato emendamento al Milleproroghe. A questo proposito è il caso di ricordare che il provvedimento in questione è stato proposto da quattro parlamentari pugliesi del movimento Conservatori e Riformisti che fa capo a Raffaele Fitto, l’ex governatore della Puglia fuoriuscito da Forza Italia. Ebbene, secondo qualcuno, l’emendamento potrebbe essere stato ispirato proprio da alcune società di trasporti pugliesi, interessate a eliminare dal mercato uno scomodo concorrente.

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Ovviamente siamo nel campo delle supposizioni, ma di certo lascia non poco sorpresi il fatto che l’emendamento, secondo alcune fonti parlamentari, sia stato riscritto ben cinque volte, con l’obiettivo quindi di andare ad individuare un preciso ambito di applicazione, che guarda caso ha interessato direttamente proprio Flixbus. Ora, nonostante il polverone che si è alzato intorno alla vicenda, non ci sarà più tempo di rimediare, perché sul Milleproroghe è stata posta la fiducia e dunque dovrà essere approvato così com’è. L’unica speranza è che il ministro dei Trasporti competente in materia, ovvero Graziano Delrio, decida di intervenire con un decreto ad hoc, rimettendo a posto le cose in una vicenda che ancora una volta la dice lunga su quale possa essere il livello di reale liberalizzazione dei servizi nel nostro Paese.

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