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Fincantieri-Stx, le cose da sapere

Una soluzione di compromesso darà il controllo della azienda francese agli italiani. Ma il governo di Parigi li terrà sempre d'occhio

Alla fine, a prevalere sarà una soluzione creativa, un compromesso ben studiato a tavolino: il 50% rimarrà allo stato francese e al socio di minoranza Naval Group mentre un altro 50% finirà all’italiana Fincantieri. Ci sarà poi un’ulteriore quota dell’1% del capitale, determinante per il controllo, che il governo di Parigi darà in prestito ai nuovi partner italiani per 12 anni. 

È questo l'esito della partita per il controllo di Stx France, azienda transalpina della navalmeccanica che nei mesi scorsi Fincantieri ha tentato di acquisire, nonostante l’opposizione del presidente francese Emmanuel Macron.  

Cda diviso in due

Con il compromesso adottato, che è stato messo a punto a Lione nel vertice italo-francese, Fincantieri controllerà di fatto l’azienda transalpina e deciderà come gestirla, pur rimanendo sotto l’occhio vigile dello stato francese. Il presidente e il ceo (chief executive officer) di Stx saranno italiani mentre il consiglio di amministrazione (cda) sarà diviso in due: 4 membri decisi da Fincantieri e 4 membri dai soci transalpini. 

 

A comandare nel cda saranno dunque gli italiani perché il voto del presidente varrà il doppio rispetto a quello degli altri consiglieri. È previsto però un confronto continuo tra gli azionisti sull’andamento della gestione e il governo di Parigi avrà la facoltà di riprendersi la quota dell’1% concessa in prestito, qualora gli impegni presi nell’accordo di vendita non venissero mantenuti o vi fossero situazioni problematiche per l'azienda. 

In tal caso, però, Fincantieri avrebbe diritto a vendere la sua quota allo stato francese. Con questa soluzione, sembra essersi finalmente creato un equilibrio tra i due partner, facendo nascere un nuovo polo europeo della cantieristica. Ecco, di seguito, un identikit delle due aziende che stanno per unire le forze

La potenza di Fincantieri

Il Gruppo Fincantieri è leader mondiale nella costruzione di navi da crociera (con una quota del 38%) ma è presente anche in tutti gli altri settori della navalmeccanica ad alta tecnologia, (navi militari, piattaforme offshore navi speciali, traghetti e mega-yacht). Ha oltre 19mila dipendenti, di cui quasi 8mila in Italia. Forte anche la sua presenza all’estero, con 20 unità produttive in quattro continenti. 

I ricavi dell’ultimo esercizio ammontano a 2,3 miliardi di euro con 4,6 miliardi di ordini acquisiti. Tra i clienti di Fincantieri, vi sono le maggiori compagnie di crociere al mondo, oltre alla Marina Militare degli Stati Uniti e di molti altri paesi esteri. 

La “preda” francese

Le attività di Stx si concentrano nel cantiere di Saint Nazaire, sulla costa atlantica della Francia, dove lavorano 2.700 persone a cui se ne aggiungono altre 5mila aziende dell’indotto.  E’ presente in diversi segmenti di mercato, in quello delle imbarcazioni di media stazza, così come nella costruzione di navi da esplorazione e di piattaforme per estrarre il petrolio e il gas. 

La società francese sta crescendo soprattutto nel business delle navi da crociera, dove ha una quota di mercato del 17%, in forte aumento rispetto al 4% del 2013, grazie anche a un accordo siglato con Msc Cruises fino al 2026. L’unione con Fincantieri è la diretta conseguenza del  fallimento  della controllante coreana Stx offshore & shipbuilding, la cui quota del 66,6% nell’azienda francese è stata messa in vendita dal Tribunale fallimentare di Seul, che da tempo ha giudicato come più conveniente l’offerta degli italiani.

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