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Fincantieri-Stx, le conseguenze dell'accordo per Italia e Francia

Dall’aggregazione delle due aziende nascerà un grande polo europeo della cantieristica. Ma non è detto che tutto funzioni alla perfezione

Tutti soddisfatti, o quasi: il premier italiano, Paolo Gentiloni, il presidente francese, Emmanuel Macron, i loro ministri dell’economia e soprattutto lui, Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, che è riuscito finalmente a conquistare una preda ambita da mesi, pur non avendo le mani completamente libere nella gestione.

E’ stato accolto così l’accordo raggiunto a Lione per la vendita di Stx, azienda transalpina della navalmeccanica che verrà acquisita da Fincantieri per una quota  del 51%. Nello specifico, il 50% sarà acquistato direttamente dai soci italiani mentre un’ulteriore 1% verrà dato loro in prestito per 12 anni dal governo francese. Ogni dettaglio dell’operazione sembra essere architettato per rispettare al massimo gli equilibri in campo e dare alle parti in causa quello che volevano.

Italiani al comando (ma vigilati)

Detenendo una quota maggioritaria nel capitale, Fincantieri potrà comandare dentro Stx e prendere le decisioni importanti nel consiglio di amministrazione. Nello stesso tempo, però, il governo di Parigi e il socio industriale Naval Group avranno un peso grandissimo nella vita della società.

Nell’accordo c’è scritto infatti che gli azionisti d’Oltralpe manterranno sempre il diritto di riprendersi la partecipazione dell’1% data in prestito ai soci italiani (mettendoli dunque in minoranza), qualora vi fossero problemi nella gestione dell’azienda o non venissero rispettati i patti presi inizialmente.

Il business militare

Positivo è stato  il giudizio degli analisti, sulla solidità dell'accordo.  “Riteniamo remoto il rischio che Fincantieri non rispetti le regole”, ha scritto per esempio l’ufficio studi di Equita, lodando anche l’apertura delle trattative per potenziare il business in campo militare. Con l’intesa italo-francese appena firmata, infatti, non nasce soltanto un un grande colosso della cantieristica.

E’ prevista la possibilità di sviluppare ulteriormente l’integrazione tra le attività di Naval Group, socio di minoranza di Stx specializzato nelle imbarcazioni della Difesa e le attività in campo militare di Fincantieri. Già oggi le due aziende collaborano in programmi comuni come Orizzonte (per costruire cacciatorpedinieri) e Fermm (fregate).  

Divorzio già scritto

La partnership italo-francese, insomma, spazia su più fronti. Va detto, però, che il percorso comune tra Fincantieri e Stx deve ancora iniziare ed è indiubbiamente presto per dire se sarà irto di ostacoli o meno. A ricordare questo dettaglio tutt'altro che trascurabile è stato David Samzun, sindaco socialista di Saint Nazaire, la cittadina dove hanno sede i cantieri di Stx. Commentando l’intesa con Fincantieri, Samzun ha sottolineato che si tratta di un singolare contratto di matrimonio in cui sono già scritte nero su bianco le clausole del divorzio. Siamo sicuri, dunque, che alla prova dei fatti gli italiani e i francesi riescano davvero ad andare d’accordo, vista la fatica che hanno fatto sinora nello stringere l’alleanza?


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