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Fincantieri-Stx: come sarà l'accordo finale

L’intesa a cui si lavora prevede la creazione di un Gruppo unico che controllerà attività civili e militari e che avrà una governance italiana

fincantieri

Giuseppe Cordasco

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Sono giorni decisivi per l’accordo tra Fincantieri e Stx a cui da qualche tempo, non senza polemiche e scontri, stanno lavorando i governi di Roma e Parigi. Proprio in queste ore infatti sono trapelate le prime concrete indiscrezioni su quelli che potrebbero essere i termini di un’intesa che, dopo una fase di impasse iniziale, ora sembra decisamente a portata di mano.

Vediamo allora quali sarebbero i punti salienti su cui Italia e Francia sembrano aver finalmente trovato una quadra per la nascita di un nuovo soggetto imprenditoriale che in campo navale avrà una statura di livello mondiale.

I dettagli dell’accordo

Il punto centrale su cui sembra essere stato raggiunto un efficace compromesso, riguarda la creazione di un nuovo Gruppo unico nel quale confluiranno le attività di Fincantieri, Stx e Naval Group, che già opera in stretto raccordo con Fincantieri su alcuni programmi militari comuni, come ad esempio i cacciatorpedinieri Orizzonte e le fregate Fremm.

Dunque alle viste c’è la nascita di un nuovo soggetto imprenditoriale del settore navale e cantieristico nel quale saranno raggruppate tutte le attività tanto civili che militari dei due Paesi. Il tutto, e questo è il punto su cui il nostro governo è stato intransigente, con una governance italiana.

Un richiesta a cui Parigi sembra essersi finalmente piegata dopo le tante resistenze iniziali. Unico settore a rimanere escluso dall’accordo sarebbe quello dei sottomarini, per i quali pende la pregiudiziale nucleare che obbliga Parigi a mantenere un controllo diretto ed esclusivo sulla materia.

I tempi dell’intesa

Sul dossier Fincantieri-Stx da tempo ormai lavorano in maniera sinergica, da parte italiana i ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, rispettivamente Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, e sul fronte francese il ministro dell’Economia Bruno Le Maire. Sono loro che da settimane stanno faticosamente portando avanti una trattativa che ora però sembra essersi sbloccata.

All’orizzonte si staglia anche una sorta di deadline concordata: è quella del 27 settembre, quando si svolgerà a Lione un bilaterale tra Italia e Francia nel corso del quale i due premier, Paolo Gentiloni ed Emmanuel Macron, potrebbero apporre le firme definitive sull’accordo.

In mezzo ci saranno ancora un paio di appuntamenti, l’Ecofin informale in programma il 14 e il 15 settembre a Tallinn, e il G7 sull’Industria a Torino il 25 e il 26 settembre, durante i quali i tre ministri sopra citati potranno ancora incontrarsi per limare i termini dell’intesa.

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