Contratto Fiat, il perché della rottura con i sindacati

Finisce male la trattativa con le parti sociali sull'una tantum per il 2014. La richiesta era di 390 euro, l'offerta di 200

Un'immagine della sede torinese della Fiat di Mirafiori – Credits: Afp

Marco Cobianchi

-

La rottura arriva ufficialmente alle 16 del pomeriggio. Fin dalla mattina sindacati e Fiat erano alla ricerca di un compromesso sul nuovo contratto di lavoro. Si trattava di un vertice, iniziato alle 8,30 all'Unione Industriali di Torino, senza limiti di tempo, perchè o si trovava un accordo all'interno di questa riunione oppure si arrivava alla rottura con conseguenti scioperi già minacciati dalle organizzazioni. Alla riunione, in corso presso l'Unione Industriali, non ha partecipato la Fiom.

Il punto di scontro ha riguardato l'una tantum per il 2014 sulla quale "restano distanze importanti sull'entità: l'azienda ci ha proposto 200 euro, noi ne abbiamo chiesto 390. Dovremo verificare se le posizioni sono avvicinabili", avevano detto prima dell'incontro Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri. Ma, nel corso della trattativa, le posizioni si sono avvicinate: i sindacati da 390 euro sono scesi a 300 e la Fiat da 200 è salita a 250 ma, di fronte all'indisponibilità dei sindacati di scendere sotto quota 300 euro per il 2014, si è decisa l'interruzione. "Adesso riuniremo i nostri organi dirigenti", spiega a Panorama Eros Panicali della Uilm, "e probabilmente da lunedì ci sarà il blocco della flessibilità intesa come repuperi e straordinari".

Leggi anche: perché Marchionne non voleva concedere gli aumenti

L'intesa doveva riguardare tutti gli 86mila dipendenti della Fiat e Cnh (che, dal punto di vista societario, è controllata dalla finanziaria della famiglia Agnelli, Exor) compresi, quindi, quelli che sono coinvolti nella cassa integrazione. Sempre riguardo alla parte economica, è già stata trovata un'intesa per rendere strutturali gli aumenti salariali legati all'introduzione del World Class Manufactoring (Wcm), il sistema di produzione e di organizzazione degli impianti che aumenta enormemente la produttività del lavoro chiedendo, nel contempo, uno sforzo maggiore ai dipendenti soprattutto per quanto riguarda pause e riposi. Oltre all'una tantum, la piattaforma sindacale riguarda anche la parte normativa del contratto di lavoro: orario, diritto allo studio, malattia, indennità di recupero produttivo al sabato, l'armonizzazione dei trattamenti economici sugli incentivi di produttività.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Fiat, le tre ragioni del boom europeo di Jeep

Il marchio americano di casa Fca registra incrementi di vendite a due cifre grazie soprattutto al fattore novità

In Fiat anche i sindacati promuovono il piano Marchionne

La Uil guidata da Rocco Palombella afferma: "Noi ci fidiamo di lui" - Il piano

Fiat, Alfa Romeo e Lancia: il piano di Marchionne

Alla presentazione dei programmi per i prossimi 5 anni, l'amministratore delegato promette 5 miliardi per il rilancio di Alfa Romeo e dice addio al marchio Lancia

Commenti