Fiat, con Maserati Marchionne dà i numeri

Nel nuovo stabilimento di Grugliasco il numero uno del gruppo parla di bilancio, obiettivi e futuro. Con una certezza: non chiuderanno stabilimenti in Italia

Inaugurazione del nuovo stabilimento di Grugliasco per la produzione della Maserati (Credits: ANSA)

L’alto di gamma, il top della tecnologia, dell’eleganza e del design di casa Fiat nascerà a Grugliasco in uno stabilimento nuovo di zecca intitolato: “Avv. Giovanni Agnelli plant”. Un'operazione dall'alto valore simbolico, come ha sottolineato anche Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat-Chrysler che ha approfittato dell’occasione per fare comunicazioni importanti a partire dai numeri contenuti nella relazione al bilancio.

Ed eccoli i numeri.
Nel 2012 i ricavi del Gruppo Fiat sono stati pari a circa 84 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al 2011. Le regioni Nord America e Asia hanno registrato una significativa crescita, rispettivamente del 29% e del 50%. L'America Latina si è confermata forte, mentre i ricavi dell'Europa sono scesi dell'11%. Il gruppo ha chiuso il 2012 con un utile netto superiore a 1,4 miliardi di euro, oltre le attese degli analisti. L'indebitamento industriale netto è salito a 6,5 miliardi di euro da 5,5 miliardi di euro a fine 2011, con investimenti per 7,5 miliardi. La liquidità complessiva è pari a 20,8 miliardi.

Nel 2013 il gruppo conta di raggiungere ricavi compresi tra 88 e 92 miliardi, un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi con un indebitamento netto di 7 miliardi circa.

Passando invece in casa Usa, Chrysler ha chiuso il 2012 con un utile netto di 1,7 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 183 milioni del 2011. I ricavi sono saliti del 20% a 65,8 miliardi di dollari. Le previsioni per il 2013 sono tra 72 e 75 miliardi di giro d’affari e un utile netto di 2,2 miliardi.

Nel 2013, ha chiarito Marchionne, non verranno distribuiti dividenti Fiat per mantenere la liquidità nelle casse del gruppo e anche per restare in linea con quanto previsto nello statuto di Chrysler che limita la possibilità di distribuire dividendi ai soci. Come dire: in una stessa casa non si possono usare due pesi e due misure. Tanto più che lo stesso Marchionne ha detto oggi che “il destino di Fiat e Chrysler è inestricabile: saranno un'unica entità e questo è irreversibile”.
Nel frattempo, il cda Fiat ha deliberato l'emissione di uno o più prestiti obbligazionari per un ammontare complessivo fino a 5 miliardi di euro presso investitori istituzionali da emettere entro il 31 dicembre 2014.

Fiat non si piega al mercato in crisi, ha detto Marchionne accompagnato anche dal Presidente Fiat John Elkann e dal numero uno di Maserati Luca Cordero di Montezemolo. “Nella vita come nel business, si impara che nei momenti difficili bisogna fare scelte coraggiose” ha affermato prima di confermare che non chiuderà alcuno stabilimento in Italia. Anzi, il nostro Paese sarà la base per la produzione di veicoli destinati ai mercati di tutto il mondo.

Con una perla nell’alto di gamma. La Maserati, che con il nuovo modello Ghibli permetterà al gruppo di “assicurare un pieno impiego di tutti i lavoratori dello stabilimento entro la fine dell'anno”, nel 2013 entra in una nuova era. “Le vetture che usciranno da questa linea sono cruciali per riposizionare il marchio e avviare una fase di espansione senza precedenti'' ha detto Marchionne. ''Il piano di crescita che abbiamo disegnato e che prevede l'ingresso in nuovi segmenti di mercato ci porterà a vendere 50mila vetture entro il 2015. Se si considera che lo scorso anno Maserati ne ha vendute poco più di 6 mila, stiamo parlando di un salto epocale''.

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