Fiat-Chrysler: 10 cose da sapere

Utili in calo ma target confermati per il 2014. Ecco come si presenta il gruppo all'importante appuntamento del 1 agosto quando verrà ufficializzata la nascita di FCA

Il muso della Fiat Strada Double Car venduta sul mercato americano – Credits: Bill Pugliano/Getty Images

Giuseppe Cordasco

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A Sergio Marchionne interessa poco che il mercato abbia penalizzato il titolo Fiat oggi, nel giorno in cui sono usciti i dati della seconda trimestrale del 2014. I risultati deludono la Borsa, è vero. Ma sono "soddisfacenti" ammette lo stesso Marchionne che aggiunge: "i target per il 2014 "restano invariati. Insomma, niente paura, tutto sotto controllo. Almeno così pare.

A due giorni dal consiglio di amministrazione che ufficializzerà la prossima fusione con Chrysler e la successiva quotazione sul mercato americano al New York Stock Exchange di FCA, ecco dieci punti essenziali che disegnano il quadro del gruppo automobilistico.

- Tra aprile e giugno i ricavi (Fiat-Chrysler) sono aumentati del 5% a 23,3 miliardi di euro;

- Il risultato operativo (utile prima delle tasse) è stato di 961 milioni di euro, in calo rispetto a 1.073 milioni di euro del secondo trimestre 2013 (-10%, o -5% a pari cambi di conversione).

- Nello stesso periodo, l'utile netto si è più che dimezzato da 435 a 197 milioni di euro, pur restando immutato nella zona Emea (Europa, Medio oriente, Africa). A pesare è soprattutto il mercato latinoamericano;

- L'indebitamento è sceso a 9,7 miliardi in miglioramento di 0,3 miliardi rispetto a marzo;

- Su base semestrale, invece, il gruppo Fiat Chrysler ha chiuso il primo semestre 2014 con un utile netto pari a 24 milioni di euro a fronte dei 466 milioni di euro dello stesso periodo 2013. I ricavi del gruppo ammontano a 45,5 miliardi di euro, in crescita dell'8%.

- Gli investimenti di Fiat Chrysler quest'anno si attesteranno "a circa 8 miliardi di euro, rispetto a 7,5 miliardi nel 2013. L'aumento non è così significativo come avevamo pensato in origine" ha dichiarato il direttore finanziario di Fiat Chrysler, Richard Palmer.

- I marchi di lusso hanno registrato un vero e proprio boom: +59% dei ricavi. Maseratiì, in particolare, ha quadruplicato i volumi, consegnando quasi 10.000 autovetture nel trimestre. Il risultato operativo dei marchi di lusso è di 166 milioni di euro rispetto a 105 milioni di euro nel secondo trimestre del 2013, con Maserati in crescita da 9 a 61 milioni di euro e Ferrari in miglioramento da 96 milioni di euro a 105 milioni di euro. "Siamo sempre stati molto, molto chiari nel nostro impegno per sviluppare Alfa Romeo e le marche premium", ha risposto agli analisti Marchionne, che ha aggiunto: "Siamo un gruppo multibrand e continueremo a esserlo in futuro".
- Nonostante tutto, Fiat conferma i target 2014 previsti dal piano industriale del 6 maggio scorso. Le consegne a livello globale sono attese quest'anno a circa 4,7 milioni, dai 4,5-4,6 milioni indicati in precedenza, i ricavi intorno a 93 miliardi di euro, l'Ebit tra 3,6 e 4,0 miliardi, l'utile netto tra 0,6 e 0,8 miliardi, con un utile per azione (Eps) in miglioramento da circa 0,10 euro (esclusa gestione atipica) a un intervallo tra circa 0,44 e 0,60 euro. L'obiettivo considera un aumento di 0,5 miliardi dell'onere relativo alla fiscalità differita in conseguenza delle imposte differite attive nette relative a Chrysler rilevate a fine 2013 ed esclude l'impatto delle componenti atipiche. L'indebitamento netto industriale è atteso tra 9,8 miliardi e 10,3 miliardi, incluso il pagamento (2,7 miliardi) per l'acquisizione della restante quota del 41,5% di Chrysler dal Trust Veba avvenuta il 21 gennaio 2014 e l'effetto derivante dall'applicazione retroattiva dell'Ifrs 11 - Joint Arrangements, dal primo gennaio 2014 (pari a circa 0,4 miliardi).
- Quanto all'imminente fusione con Chrysler Automobiles che darà vita a FCA, Sergio Marchionne ha chiarito che perchè la fusione sia perfezionata è necessario l'avveramento di alcune condizioni, inclusa la quotazione delle azioni ordinarie di Fca sul Nyse e il limite di 500 milioni di euro all'esborso totale per pagare gli azionisti recedenti di Fiat e i creditori che esercitino un diritto di opposizione. Il limite di 500 milioni è una condizione sospensiva della fusione, ha rilevato Marchionne, per il quale "questa cifra non può essere superata".

- In relazione alle future possibili alleanze, Marchionne ha spiegato che il gruppo è aperto "a discutere con chiunque" sebbene i recenti rumors su alleanze con Volkswagen e Psa siano state "smentite".

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