Così Fca a Melfi crea 1.500 nuovi posti di lavoro

I numeri e le modalità del piano di Sergio Marchionne che da Detroit annuncia la ripresa per gli stabilimenti italiani

Detroit Hosts Annual North American International Auto Show

Sergio Marchionne alla conferenza stampa a Detroit - 12 gennaio 2015 – Credits: Bill Pugliano/Getty Images

Redazione Economia

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Sergio Marchionne da Detroit ha annunciato che il gruppo Fca inserirà nei prossimi tre mesi 1.500 nuovi lavoratori nello stabilimento di Melfi (300 già la prossima settimana) dove vengono prodotte Jeep Renegade e Fiat 500X il cui andamento di vendite è stato definito "decisamente positivo". Di questi 1.500, 1.150 saranno nuove assunzioni vere e proprie, mentre altri 350 lavoratori saranno temporaneamente trasferiti dagli stabilimenti di Cassino e Pomigliano d'Arco e "sarà così possibile saturare totalmente le potenzialità produttive dell'impianto".

La scommessa su Jeep Renegade e Fiat 500X

Un'altra importante notizia è che a Melfi verranno prodotti i due modelli di autovetture che saranno poi vendute il tutto il resto del mondo (oltre 100 paesi) e che stanno avendo grande successo. La Jeep Renegade, commercializzata da fine settembre, ha rapidamente scalato le classifiche di vendita, tanto che a dicembre è entrata nella "top ten" delle auto più vendute in Italia. Renegade ha segnato l'ingresso di Fca e di Jeep in un segmento di mercato in cui non erano presenti.

Altrettanto significativi i risultati ottenuti dalla 500X che, ancora prima della presentazione ufficiale al pubblico che in Italia avverrà con un porte aperte nelle prossime settimane, è stata accolta molto positivamente, con circa 1.500 ordini già raccolti.

Una volta stabilizzati i volumi produttivi, poi, alle persone inserite inizialmente con il contratto interinale potrà essere proposto il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act di matrice renziana.

Per approfondire: Come funziona il contratto a tutele crescenti


Tuttavia, Fca avrebbe fatto nuove assunzioni nello stabilimento di Melfi anche senza il jobs act, ha precisato l'amministratore del gruppo, Sergio Marchionne. È il risultato di tre anni di sviluppo, "noi quelle mille persone le avremmo assunte lo stesso. Abbiamo bisogno di gente che lavora - ha spiegato - nessuno assume con l'obiettivo di licenziare. Le assumeremo in modo interinale fino a quando il jobs act non diventerà effettivo". In ogni caso "il fatto che ci sia un sistema di regole in grado di gestire anche una contrazione del mercato - ha osservato - aiuta moltissimo".

Cosa succede a Cassino e Pomigliano

La situazione migliorerà presto anche a Cassino dove da giugno si comincerà a produrre la nuova Giulia e dove si contano circa 2000 dipendenti in cassa integrazione che dovrebbero rientrare da aprile. A Pomigliano invece, la situazione sembra puù complessa. La produzione della Panda, infatti, non è sufficiente a garantire i 1.200 lavoratori ancora oggi in cassa integrazione.

Marchionne e la Fiom

L'annuncio di queste nuove assunzione nello stabilimento Fca di Melfi rappresenta una piccola rivincita di Sergio Marchionne sulla linea disfattista di Cgil-Fiom. Sicuramente è "un fatto positivo per Melfi, ma non ancora per il resto del gruppo" sottolinea un comunicato della Fiom, nel quale si chiarisce come "si tratta della prima inversione di tendenza dopo anni di declino caratterizzato da pesanti perdite occupazionali: negli stabilimenti italiani dell'auto di Fca gli occupati sono passati dai 67.878 del 2008 ai 62.488 del 2013, con un saldo negativo di oltre 5.300 posti di lavoro". Inoltre, secondo il  sindacto, "rimane ancora forte il ricorso alla cassa integrazione, ad esempio negli stabilimenti di Mirafiori e Cassino, mentre la metà dei lavoratori di Pomigliano d'Arco è coinvolta dai contratti di solidarietà". Dunque, "per invertire davvero la tendenza negativa di questi ultimi anni e dare una soluzione a tutti gli stabilimenti è necessario uno sviluppo nella produzione dei nuovi modelli a partire da quelli dell'Alfa Romeo. Tutto ciò rende ancor più necessario il tavolo di confronto unitario che superi definitivamente le discriminazioni sindacali sia nel gruppo Fca che Cnh.

E proprio a Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ha risposto Sergio Marchionne a chi gli chiedeva se le nuove assunzioni a Melfi rappresentavano una risposta al segretario Fiom: ""Non ce l'ho  
con Landini. Poi bisogna dire la verità. La realtà è che bisogna assumere, fare le macchine, venderle ed esportale. La risposta è questa. Bisogna farlo con umiltà, a testa bassa e senza fregnacce".  

Il plauso della Cisl

"Speriamo che altre imprese italiane seguano l'esempio positivo della Fca" ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. "È una bella notizia non solo per il Mezzogiorno ma per tutto il paese che Fca stia mantenendo tutti gli impegni assunti con gli accordi sindacali firmati nei mesi scorsi, con coerenza e senso di responsabilità, dalla Cisl insieme alla maggioranza dei sindacati". A Melfi "non solo tutti i lavoratori rientrano ora dalla cassa integrazione, ma dopo tanti anni si faranno nuove assunzioni di tantissimi giovani che rappresenta una boccata da ossigeno importante ed un fatto emblematico, vista la situazione cosi' grave sul piano economico ed occupazionale". La Cisl e' fiduciosa "che altre notizie positive arriveranno negli stabilimenti di Cassino e Mirafiori, a conferma che la nostra linea esclusivamente sindacale sta dando i suoi frutti, smentendo tutti i gufi e le cassandre negative che facevano il tifo solo per la chiusura degli stabilimenti della Fiat in Italia".

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