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Fca, le priorità del futuro post-Marchionne

Tra qualche giorno ci sarà la nomina ufficiale del nuovo ad Manley, che dovrà occuparsi tra le altre cose del futuro della Magneti Marelli

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Giuseppe Cordasco

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Venerdì prossimo 7 settembre Mike Manley sarà ufficialmente nominato nuovo amministratore delegato di Fca. Con la decisione, che verrà presa dal consiglio di amministrazione del gruppo italo-americano riunito ad Amsterdam, dove ha sede legale la società, inizierà per Fca la nuova, delicata fase post-Marchionne.

Un passaggio di consegne che nei fatti è già avvenuto, visto che fin dalla prematura scomparsa del manager italo-canadese, Manley aveva subito preso in mano le redini dell’azienda.

Ora però, l’ufficialità della carica, conferirà al cinquantaquattrenne manager inglese, fino a qualche settimana fa alla guida del marchio Jeep, tutti i poteri e le deleghe che gli permetteranno di prendere le prime significative decisioni riguardanti la casa automobilistica. E all’ordine del giorno le questioni da affrontare non sono poche. Vediamole in dettaglio.

Nuovo responsabile europeo

La prima vera e propria gatta da pelare per Manley sarà la scelta del nuovo responsabile delle attività europee e italiane dopo le dimissioni di Alfredo Altavilla. La nomina del successore, le cui deleghe finora sono rimaste ad interim proprio nelle mani di Manley, riveste infatti una grande rilevanza.

È molto probabile che John Elkann opti per un manager italiano per dare un segnale, anche simbolico, sulla centralità del nostro Paese nelle strategie del gruppo e perché il suo ruolo sarà fondamentale in vista del lancio di nuovi modelli e per le relazioni con il governo sullo sviluppo dell'elettrico, dopo i contatti già avviati tra Marchionne e il ministro Luigi Di Maio.

Se fosse così, ancora una volta come per Manley, la strada privilegiata potrebbe essere quella di un manager interno all’azienda: in pole position ci sarebbe Pietro Gorlier, torinese, attuale ceo di Magneti Marelli e Mopar. Ma nelle scorse settimane sono circolati anche i nomi di Davide Mele, che ha lavorato a fianco di Altavilla, di Gianluca Italia, responsabile del mercato italiano, e di Daniele Chiari, responsabile delle relazioni istituzionali e dello sviluppo prodotti.

Il futuro di Magneti Marelli

Il secondo importante quanto urgente nodo da sciogliere riguarda invece il futuro di Magneti Marelli. Attualmente infatti ci sarebbe sul tavolo l'ipotesi di cedere la società di componentistica, finita nel mirino del fondo di private equity Kkr.

Se così fosse, si tratterebbe della prima importante decisione di Manley con un cambio di rotta rispetto al suo predecessore. Sotto la guida di Marchionne, infatti, il gruppo si era concentrato sullo spin off della società e su una sua possibile quotazione entro la fine dell'anno o all'inizio del prossimo a Piazza Affari.

Piano quinquennale di sviluppo

La decisione di vendere Magneti Marelli tra l’altro potrebbe essere particolarmente funzionale anche al terzo grande dossier cui inevitabilmente dovrà lavorare Manley sul medio-lungo periodo: ci riferiamo al piano industriale quinquennale, che include lo sviluppo di auto elettriche e un aumento delle vendite globali.

Ebbene, la cessione dell’azienda di componentistica guidata attualmente come detto dal già citato Pietro Gorlier, potrebbe portare nelle casse di Fca, secondo le stime di alcuni analisti, anche fino a 6 miliardi di dollari incluso il debito.

Risorse finanziarie fresche che consentirebbero a Manley di poter concentrare maggiore attenzione sui marchi cruciali per la crescita di Fca, fra i quali proprio Jeep, che sotto la sua direzione ha già ottenuto risultati commerciali straordinari.

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