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Fca, conti record grazie all’effetto Jeep

Il gruppo guidato da Sergio Marchionne fa registrare aumenti significativi tanto nei ricavi che negli utili

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Giuseppe Cordasco

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Sono numeri da record quelli del bilancio di Fca riferiti a questo primo trimestre 2016. Numeri che, è bene sottolinearlo subito, hanno beneficiato in maniera determinante del contributo del marchio Jeep che, a livello mondiale, sta riscuotendo successi forse inattesi, anche se fortemente sperati dal management del gruppo italo-statunitense. E allora vediamoli subito questi risultati quanto mai soddisfacenti di Jeep, che tanto bene stanno facendo alle sorti di Fca. Un dato su tutti: le consegne globali di Jeep sono salite a 326mila unità, ovvero in aumento ben del 15% rispetto al primo trimestre 2015. E se possibile ancor più soddisfacenti sono i risultati ottenuti in Asia e nei Paesi del Pacifico, dove addirittura la crescita è stata del 17%. In questo contesto tra l’altro, un rilievo particolare lo assume senza dubbio il mercato cinese. Ebbene, nel primo trimestre 2016 le vendite di vetture Jeep in Cina sono cresciute del 58% a 29mila unità e, secondo alcune stime interne, cresceranno ancora a due cifre per tutto quest'anno.

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Partendo da questi presupposti, non sorprende allora che Fiat Chrysler Automobiles abbia chiuso il primo trimestre 2016, come detto, con numeri da record: risultato operativo quasi raddoppiato a 1,4 miliardi di euro, utile netto pari a 528 milioni (497 milioni in più rispetto al primo trimestre 2015), ricavi netti a 26,6 miliardi di euro, in crescita del 3%. C’è da notare, tra l’altro, che si tratta dei primi conti dopo la separazione dalla Ferrari, che proprio lunedì prossimo approverà anch’essa la sua trimestrale. Parlando con gli analisti, l’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne ha anche confermato i target 2016 con ricavi netti oltre 110 miliardi di euro e utile netto di oltre 1,9 miliardi. Unica nota stonata l'indebitamento netto industriale che cresce e alla fine del trimestre si attesta a 6,6 miliardi di euro, in aumento di 1,5 miliardi di euro rispetto a fine 2015. Sul fronte produttivo però, non c’è solo Jeep a smuovere le acque in maniera significativa. Tanti altri sono infatti i progetti che in casa Fca stanno per prendere il via o sono già partiti, e dai quali lo stesso Marchionne si attende ritorni più che positivi.

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Ad esempio proprio nel trimestre in corso è stata avviata la produzione della nuova Chrysler Pacifica nello stabilimento canadese di Windsor, del Maserati Levante a Mirafiori, con commercializzazione prevista in Europa a partire dal secondo trimestre del 2016, e della Fiat Mobi in Brasile. Ma le novità non finiscono qui. Marchionne ha deciso infatti di scommettere anche sui modelli Alfa e sul loro successo in Cina e negli Usa, confermando infine il probabile lancio del primo Suv del Biscione, Stelvio, entro fine anno. Insomma, dopo alcuni anni in cui dall’ex Lingotto ci si è mantenuti molto cauti sul fronte della produzione di nuovi modelli di vetture, ora, seppur poco alla volta, dai cassetti cominciano ad uscire le tante novità messe a punto dai tecnici di stile e design. E chissà che non sia proprio il momento giusto per agganciare l’onda lunga di acquisiti che sembra aver finalmente rivitalizzato un po’ il mercato dell’auto a livello mondiale. I numeri del primo trimestre di Fca stanno lì a confermare questa tendenza. Vedremo se e quanto durerà.

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