Dove si lavora meglio: chimica farmaceutica

Bayer, Sanofi e Angelini le imprese preferite dai dipendenti in questo settore

Redazione

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E’ il colosso tedesco Bayer la società del settore chimico-farmaceutico che è stata più premiata dai propri lavoratori. I dipendenti e i dirigenti dell’azienda dell’Aspirina sono risultati essere quelli più soddisfatti tra tutte le realtà del comparto. Al terzo posto della classifica si è piazzata l’italiana Angelini. L’azienda della Tachipirina è l’unica connazionale, insieme a Solvay, a far parte della Top 10 delle aziende in cui si lavora meglio in Italia nel settore della chimica e della farmaceutica. Si tratta di realtà che operano con migliaia di dipendenti ma che, in alcuni casi come quello di Angelini, sono riuscite a conservare i tratti di società familiare, conciliando così innovazione e tradizione anche sul posto di lavoro.

  1. Bayer
  2. Sanofi
  3. Angelini
  4. Boeringher Ingelheim Italia
  5. Basf Italia
  6. Johnson&Johnson Medical
  7. Novartis Farma
  8. AbbVie
  9. Solvay Chimica Italia
  10. Pfizer Italia


La metodologia del sondaggio


Per scoprire quanto sono soddisfatti gli italiani delle aziende dove lavorano, l’istituto indipendente di ricerca tedesco Statista ha realizzato un grande sondaggio, intervistando online più di 15 mila dipendenti di imprese che danno lavoro in Italia ad almeno 250 persone. È stato considerato l'intero universo di aziende che superano questa soglia di dipendenti, una platea di oltre 2.000 società. I dipendenti sono stati consultati in maniera anonima in modo da poter esprimere apertamente il proprio parere, senza alcuna influenza dal proprio datore di lavoro. Si tratta infatti di un'indagine che non prevede alcun pagamento da parte delle imprese per partecipare al sondaggio. La domanda-chiave del sondaggio era questa: «Su una scala da 0 a 10, con quanta probabilità raccomanderebbe la sua azienda ad un conoscente o familiare?»

Si è anche domandato ai partecipanti se fossero a conoscenza di imprese che avrebbero raccomandato a conoscenti o familiari come datore di lavoro, o, al contrario, se ci sono aziende che avrebbero addirittura sconsigliato. I risultati di questi due elementi sono stati combinati per calcolare un punteggio finale per i datori di lavoro in Italia emersi nell’indagine, attribuendo un peso maggiore alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare la propria azienda.

Agli intervistati sono state poste altre 12 domande su argomenti relativi al lavoro e in totale ogni intervista aveva una durata medie di 5-10 minuti.

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