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Deutsche Bank, il perché della multa da 14 miliardi di dollari

Il Dipartimento della Giustizia statunitense infligge una maxi-sanzione alla banca tedesca, per aver emesso titoli tossici legati ai mutui subprime

Non batterà il record di 17 miliardi di dollari della multa che nel 2014 ha colpito gruppo Bank of America. Tuttavia, la sanzione che il Dipartimento di Giustizia statunitense vuole infliggere a Deutsche Bank si avvicina comunque a quelle cifre da capogiro. Ammonta infatti a ben 14 miliardi di dollari la somma che il governo di Washington vuole incassare dal gruppo bancario tedesco, per punirla delle sue “malefatte” compiute durante gli anni della crisi finanziaria. Quali malefatte? Si tratta dell'emissione in abbondanza di titoli tossici legati ai cosiddetti mutui subprime, quelli che hanno fatto andare a gambe all'aria mezzo sistema bancario mondiale tra il 2007 e il 2009, trascinando l'economia mondiale nella recessione.


Le peggiori banche del 2016 (finora)


Si tratta di eventi che risalgono a quasi un decennio fa ma che provocarono delle ferite ancora dolorose. Nell'estate del 2007, per chi non ricordasse bene i fatti, molti mutui-casa concessi negli Stati Uniti alle famiglie a basso reddito e ai debitori più rischiosi, i cosiddetti subprime, cominciarono a registrare una impennata nel numero di insolvenze. Nulla di particolarmente drammatico, se non fosse stato che parecchi di questi finanziamenti erano utilizzati dalle maggiori banche internazionali come collaterale per emettere una montagna di strumenti finanziari tossici. In pratica, i mutui subprime erano stati cartolarizzati, cioè “impacchettati” in titoli a reddito fisso che funzionavano un po' come le obbligazioni, con la particolarità che il debito sottostante era in quel caso rappresentato proprio dai mutui subprime. E così, saltando i mutui sottostanti, anche i titoli finanziari a essi correlati si sono trasformati in carta straccia in un baleno.


Perché la crisi di Deutsche Bank spaventa i mercati


La colpa che il Dipartimento di Giustizia americano imputa alle banche è di aver collocato a man bassa questi titoli tossici, senza informare adeguatamente la clientela e il mercato della loro rischiosità. Per questo, da qualche anno a questa parte, fioccano le maxi-multe ai danni dei maggiori gruppi finanziari del pianeta. Non fa eccezione Deutsche Bank che nel 2007 era tra gli emittenti più prolifici di titoli tossici. Il gruppo tedesco, dal canto suo, ha fatto sapere di non essere affatto intenzionato a pagare questa cifra e che le trattative con le autorità statunitensi su questa vicenda sono solo all'inizio. Non a caso, secondo diverse ricostruzioni, la somma accantonata da Deutsche Bank per affrontare il rischio di una maxi-multa ammonterebbe a soli (si fa per dire) 6 miliardi di dollari. Sembra una cifra da capogiro ma a quanto pare non lo è. L'amministrazione di Washington vuole molto di più.


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