Decreto salva-Ilva: ecco i quattro protagonisti della bonifica

Le regole dell'Aia diventano legge, un garante super partes vigilerà sul loro rispetto, il nuovo ruolo dell'Ispra e il ministero che riferirà alle Camere ogni sei mesi sullo stato dei lavori

Ilva di Taranto

Operai durante un presidio davanti alla direzione dell'Ilva, Taranto, 27 novembre 2012 (Credits: ANSA)

Massimo Morici

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UPDATE: L'articolo è stato aggiornato con le novità presentate dal Governo subito dopo l'approvazione del decreto Salva-Italia.

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L'Ilva di Taranto riparte rispettando l’ambiente e la salute, due temi considerati dal governo prioritari. Con un decreto ad hoc l'esecutivo ha dato il via alla rinascita di quello che considera un "asset strategico per l’economia regionale e nazionale". Quattro i protagonisti del risanamento: l'Aia, il garante super partes, l'Ispra e il ministro dell’Ambiente.

L'obiettivo è evitare la chiusura paventata nelle scorse settimane, a seguito dei provvedimenti presi dalla magistratura, che potrebbe avere un impatto negativo sull’economia di 8 miliardi di euro, come ha spiegato il premier Mario Monti alla presentazione del decreto.

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Il testo, che consentirà alla fabbrica tarantina di tornare al lavoro osservando rigorosi parametri, ha ricevuto un sostanziale avallo dai numerosi partecipanti al vertice, tra cui Cgil, Cisl e Uil, i numerosi amministratori locali e il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante , che ha lanciato l’allarme chiusura anche per gli altri stabilimenti italiani del gruppo (Genova, Novi Ligure e Racconigi), se non riprenderà presto la produzione a Taranto.

L'Aia diventa "legge"

Il decreto nei primi due articoli dà forza di legge all'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) del 26 ottobre scorso, e restituisce la gestione dello stabilimento all'Ilva, nel rispetto però di severe prescrizioni. L'azienda è "autorizzata alla prosecuzione dell'attività produttiva e commerciale nello stabilimento per tutto il periodo di validità" dell'autorizzazione.

La norma - chiave per far ripartire l'acciaieria si trova nell'articolo 4 secondo cui i "provvedimenti di sequestro, di confisca e altri provvedimenti cautelari" disposti dall'autorità giudiziaria, che di fatto ha posto le condizioni per la chiusura degli impianti, "di diritto consentono" quanto stabilito nei primi due articoli.

Con l'entrata in vigore del decreto salva-Ilva, quindi, il sequestro diventa incompatibile con l'attuazione dell'Aia e perde efficacia.

Garante Super Partes

In particolare, ad assicurare che la procedura di risanamento degli altoforni (costo stimato attorno ai 3 - 4 miliardi a carico dell'azienda: l'articolo 5 esclude costi e oneri a carico dello Stato) venga attuata nei modi e nei tempi previsti dall'Aia sarà una figura terza, fortemente voluta dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera.

Il garante super partes, che sarà affiancato da un comitato dei lavoratori, verrà nominato entro venti giorni dall'entrata in vigore del decreto su proposta del ministro dell'Ambiente, in accordo con il ministero dello Sviluppo e della Salute, sentito il parere del Consiglio dei ministri.

Tramite l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra), il garante acquisirà "tutte le informazioni e gli atti ritenuti necessari dall'azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati, segnalando al ministro dell'Ambiente eventuali criticità riscontrate nell'attuazione" dell'Aia e proponendo le relative soluzioni. In caso di inadempienze sono previste sanzioni che arrivano fino al 10% del fatturato annuale dell'azienda.

Il ruolo del ministro dell'Ambiente

A riferire semestralmente alle Camere il rispetto delle prescrizioni dell'Aia, dopo aver sentito il garante, sarà il ministro dell'Ambiente che potrà revocare con provvedimento l'autorizzazione in caso di inosservanza accertata.

Il ministero dell'Ambiente, inoltre, effettuerà il riesame dell'Aia quando sarà necessario rivedere i valori limite delle emissioni fissati nell'autorizzazione o inserirne di nuovi, o nel caso emergano nuove tecniche di monitoraggio o nuove leggi.

L'Ispra

L'Aia del 26 ottobre, a seguito delle indicazioni espresse dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini , ha istituito un presidio dell'Ispra che ha inviato alcuni tecnici a Taranto con il compito di verificare il monitoraggio continuo delle emissioni nell'aria provenienti dallo stabilimento siderurgico.

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