Aziende

Debiti e Imprese, la crisi ne ha uccise già 15mila

L'appello della Cgia di Mestre: i 40 miliardi dovuti dalla pubblica amministrazione servono subito

Giuseppe Bortolussi, numero uno della Cgia di Mestre (Credits: Paolo Cerroni/Imagoeconomica)

Fate presto. È questo l'appello delle associazioni dellle piccole e medie imprese ai politici all'indomani del rinvio, a data da destinarsi, del decreto che avrebbe dovuto finalmente sbloccare 40 miliardi di euro (20 quest'anno e altrettanti nel 2014) per pagare, almeno in parte, i debiti accumulati negli anni dalla Pubblica Amministrazione. O il rischio è quello di una strage di piccole e medie imprese, ovvero la base del tessuto economico e sociale italiano. I mancati o ritardati pagamenti ne hanno già uccise 15mila. Il tempo ormai stringe, avvisano gli esperti. La recessione e la crisi fanno il resto.

Oltretutto il conto maturato dagli enti pubblici verso le imprese italiane, è piuttosto salato. Secondo i dati di Bankitalia ammontano infatti a 70 miliardi i crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato. Addirittura 90 miliardi secondo i dati riferiti da Giuseppe Bortolussi, numero uno di Cgia (associazione artigiani di piccole imprese). Una cifra esorbitante che equivale a 6 punti di Pil. Quindi lo sblocco dei 40 miliardi sarebbe solo un inizio. Un modo per ridare ossigeno al disastro tessuto economico e sociale italiano. Di questa colossale montagna di crediti lo Stato ha finora pagato 3 milioni di euro. A questo ritmo di marcia, avvisa la Cgia di Mestre ci vorranno 1900 anni affinchè le imprese incassino il dovuto. E i danni potrebbero essere incalcolabili

I NUMERI DELLA CRISI Dall'inizio della crisi nel 2008 fino a dicembre 2012, secondo le stime fornite dalla Cgia di Mestre, sono fallite 15mila imprese a causa dei ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici. E, la chiusura dei battenti da parte di tante piccole imprese, si è tradotta nella perdita di 60mila posti di lavoro. In questi quattro anni i dati relativi ai default causati dai ritardati pagamenti sono più che raddoppiati, passando dagli 1800 del 2008 ai 3680 dello scorso anno. "Si tratta di dati molto preoccupanti che mettono in luce gli effetti negativi sul tessuto produttivo e occupazionale italiano dei ritardati o mancati pagamenti" avverte l'Associazione secondo cui in Italia oltre 3 milioni di imprese ovvero il 70% del totale, soffrono problemi di liquidità dovuti al ritardo nei pagamenti. Un mancato incasso da 40,5 miliardi di euro complessivi all'anno. Anche le relazioni tra privati non sono esenti da questa ploblematica: i giorni medi necessari per il saldo dalla fattura sono 96. Tuttavia i rapporti con la Pubblica Amministrazione sono addirittura vergognosi: gli Enti pagano addirittura a 180 giorni, sei mesi.

PRESTO UNA RISOLUZIONE? "Il Governo ci ha garantito che il decreto sui pagamenti della Pubblica Amministrazione sarà pronto entro lunedì" ha dichiarato ieri Graziano Delrio, presidente dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani ndr), lasciando Palazzo Chigi. Delrio, piuttosto fiducioso aggiungendo poi che il Governo metterà subito a disposizone a Comuni e Province risorse per 7 miliardi. certo qualche nodo da risolvere c'era ancora. Ma i sei punti fondamentali erano già stati stabiliti. Insomma, si può sperare che il Governo si decida a firmare. Questa volta sul serio.

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