Consumi, ancora un trimestre negativo

Osservatorio Confesercenti: ripresa nella seconda metà dell'anno grazie al bonus di 80 euro. Nel 2014 20 mila imprese in meno

– Credits: Il numero uno di Confesercenti Marco Venturi (credits: Marco Carconi/Ansa)

Gianluca Ferraris

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Negozi che continuano a chiudere, consumi ancora in discesa, tasse e burocrazia sempre in agguato e un’inversione di tendenza che potrebbe iniziare a manifestarsi timidamente solo nella seconda parte dell’anno. Non sono dati incoraggianti quelli in arrivo dalla Confesercenti, che in queste ore ha diffuso i dati del suo Osservatorio relativi alla prima parte del 2014 e gli outlook sui mesi a venire.

Nel biennio 2012-2013, secondo il report, la spesa per acquisti di beni delle famiglie italiane è calata complessivamente di 28,5 miliardi di euro, e anche nel primo trimestre di quest’anno ha continuato, seppure in maniera molto più contenuta, a scendere: 1,2 miliardi in meno. L’Osservatorio vede tuttavia un po’ di luce in fondo al tunnel, calcolando che il bonus fiscale di 80 euro potrebbe ribaltare la situazione nel nostro carrello della spesa, facendo virare in positivo il dato dei consumi nel secondo semestre dell’anno.

A fine 2014, se tutto andrà bene, il saldo sarà di 3,1 miliardi in più e nel 2015, quando l’aumento in busta paga sarà completamente a regime, potrebbe toccare quota 5,1 miliardi. "Non e' poca cosa” ha sottolineato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, commentando i dati nel corso dell'assemblea annuale della confederazione tenutasi questa mattina a Roma “ma per avere un effetto pieno ci aspettiamo che lavoratori autonomi e pensionati vengano inclusi nel bonus".

Le schiarite non possono però distogliere l’attenzione da uno scenario ancora complicatissimo, come ha ricordato Venturi pur ribadendo di sentirsi ottimista: “L’inasprimento del carico fiscale e la crisi del mercato interno continuano a farsi sentire su commercio e turismo, diminuendo ricavi e redditi medi e accelerando l’emorragia di chiusure”, ha spiegato. I numeri gli danno ragione: nei primi cinque mesi del 2014, sempre stando ai dati dell’Osservatorio, in questi settori hanno cessato l’attività 53.037 imprese: nello stesso periodo, le nuove aperture nel commercio e nel turismo sono state appena 32.230, per un saldo finale negativo di quasi 21 mila unità.

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