Come diventare ricchi con l'immondizia

Il magnate cinese Li Ka-shing sfrutta l'inquinamento per fare ancora più soldi

Discarica nella provincia cinese dell'Anhui ( Credits: STR/AFP/Getty Images)

Claudia Astarita

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In Italia il suo nome è tornato alla ribalta quando è stata ventilata l'ipotesi che potesse essere interessato ad aggiudicarsi il controllo di Telecom, ma il magnate di Hong Kong Li Ka-shing è da tempo nell'elenco degli uomini più ricchi del mondo. Anzi, il 2012 è stato per lui un anno particolarmente fortunato, perché grazie ai buoni risultati ottenuti da due delle sue holding, Cheung Kong e Hutchinson Whampoa, ha incrementato il patrimonio personale di ben 5,5 miliardi di dollari, e si è intascato dividendi per 860 milioni. Un successo che gli ha permesso di guadagnare ben due posti nella classifica di Forbes degli uomini più ricchi del mondo, dove ore gli spetta di diritto l'ottava posizione.

I suoi interessi commerciali sono vastissimi e comprendono immobiliare, trasporti ferroviari, plastica, porti, cemento, telefonia mobile, televisione satellitare, alberghi, farmacie e supermercati. Nella sua città di adozione, Hong Kong, sono tanti i templi, i dipartimenti universitari e gli ospedali che ha finanziato. Forse anche per ricompensare quel destino che gli ha permesso, da immigrato poverissimo, di costruirsi in tempi rapidissimi l'attuale impero finanziario. 

Oggi Li Ka-shing ha 84 anni, e anche se potrebbe permettersi di godersi la pensione in una delle sue fantastiche abitazioni, è evidente quanto abbia ancora voglia di investire. E non tanto per la vicenda Telecom, di cui si occuperà certamente il figlio, quanto per l'idea a dir poco rivoluzionaria con cui il magnate cinese ha deciso di congedarsi dal mondo degli affari. Quasi come se il suo obiettivo fosse chiudere il ciclo di fortune che gli sono capitate nella vita, non senza l'indubbio contributo di una mente brillante coadiuvata da ferma perseveranza e caparbietà, ritornando all'origine. Nel suo caso alla plastica, perché il suo primo impiego fu proprio in una fabbrica che lavorava materie plastiche dove, ancora adolescente, il giovane Li trascorreva una media di 16 ore al giorno.

Oggi, però, Li Ka-shing ha deciso di occuparsi di rifiuti di plastica (e non solo). Per farlo ha comprato la AVR, la più grande società di termovalorizzatori olandese, per 940 milioni di euro. La seconda dopo quella neozelandese rilevata a gennaio (a meno della metà). Un segno dell'interesse del magnate a occuparsi di immondizia. Quanto meno all'estero, vale a dire in quei paesi in cui la raccolta differenziata funziona già molto bene e i margini di guadagno del settore si stanno rapidamente moltiplicando.

Il sogno del tycoon di Hong Kong, però, è un altro. Consapevole che saranno i paesi in via di sviluppo in generale e la Cina in particolare a trainare nei prossimi anni la crescita della popolazione mondiale e quella della produzione di immondizia (che nella Repubblica popolare dovrebbe raggiungere, entro il 2025, la quota record di 562 milioni di tonnellate anche in virtù dell'esplosione della classe media e dei consumi tanto sollecitata dal governo), Li Ka-shing non vuole certo farsi cogliere impreparato.

La Cina ha già seri problemi di inquinamento e smaltimento dei rifiuti, e non potrà certo permettersi di continuare a trascurarli a lungo. Ecco perché l'acquisizione, oggi, del know how e dell'esperienza necessari per trattarli si trasformerà in tempi rapidissimi in una fonte di guadagni esorbitanti e sicuri. Quello di Li Ka-shing sembra infatti essere l'investimento perfetto, e chissà chi sarà il primo magnate, in Cina, india o Brasile, che deciderà di copiarlo.

 
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