Campari cede i punch per far crescere il rum

La vendita del brand Barbieri permette al gruppo di concentrarsi sui brand più reddittizi e sviluppare nuove categorie

Un’immagine del Camparino di Milano (Vincenzo Lombardo/Getty Images for Campari)

Stefania Medetti

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Novità in casa Campari. L’azienda di Sesto San Giovanni, infatti, ha venduto a Distillerie Moccia i punch Barbieri, acquistati dieci anni fa da Barbero 1981, insieme ai marchi Aperol e Aperol Soda. Il passaggio di proprietà da 4,45 milioni di euro sarà perfezionato il 1° di marzo e permetterà a Distillerie Moccia di continuare a espandere nel mercato la propria presenza, già consolidata con marchi locali, come il liquore all’uovo Zabov.

Per Campari, invece, la vendita è l’occasione per concentrarsi maggiormente sui brand più redditizi in portafoglio. La multinazionale italiana, infatti, è oggi il sesto player globale nell’ambito degli alcoolici e ha chiuso i primi nove mesi del 2012 con un giro d’affari di 939 milioni di euro e +4,8% sul periodo corrispondente. Le più recenti stime, inoltre, danno la chiusura d’anno oltre quota 1,3 miliardi di euro e utile netto attorno a 180 milioni di euro.

Un risultato positivo, a dispetto del rallentamento del mercato europeo e italiano. Nel 2012, infatti, l’Italia ha visto ridimensionare il proprio peso sullo scenario globale. Se nel 2011, il mercato italiano rappresentava il 32,2% del totale, nei primi nove mesi dello scorso anno è sceso al 30,4% del giro d’affari. Nord America, Asia Pacific e Brasile hanno compensato la tendenza negativa: il peso dei mercati americani è passato dal 33,5 al 35,2%, complici vendite organiche a +6%, contro il -1,9% dell’Italia.

Ancora una volta, dunque, la politica di acquisizioni (19 negli ultimi 16 anni) che ha contribuito a portare il marchio italiano a diventare un leader globale segna una nuova fase di sviluppo. Con 40 brand premium in portafoglio nei segmenti alcoolici, vini e soft drink, Campari Group che investe in comunicazione il 18% dei ricavi (di cui la metà vanno alla pubblicità) punta a crescere in nuovi settori. Lo scorso settembre, l'azienda ha messo piede nel mercato giamaicano con l’acquisizione da 414,7 milioni di dollari dell’81,4% delle quote di Lascelles deMercado , il produttore di rum del conglomerato caraibico CL Financial. Si tratta della terza più grande acquisizione della storia di Campari, dopo Wild Turkey, rilevata da Pernod Ricard nel 2009 per 575 milioni di dollari e della maggioranza di Skyy Spirits passata di mano nel 2001. Due marchi che, insieme a Campari, Campari Soda e Aperol figurano oggi fra i primi cento marchi premium globali.

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