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Bpm-Banco Popolare: la fusione e le prospettive per le azioni

I due istituti pronti ad aggregarsi hanno consegnato al documentazione alla vigilanza europea. E i loro titoli restano sotto i riflettori degli analisti

Popolare-Milano

Andrea Telara

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Le carte sono pronte e sono già state inviate alla Banca Centrale Europa. Sono i documenti sulla fusione tra la Banca Popolare di Milano (Bpm) e il Banco Popolare, un operazione attesa da tempo che sembra incontrare ormai ben pochi ostacoli sulla propria strada. Non si sa ancora entro quando le autorità di vigilanza di Francoforte concederanno il disco verde anche perché, a quanto sembra, avrebbero chiesto degli approfondimenti sul piano industriale e sulla futura governance del nascente gruppo. “Stiamo tutti lavorando, ma non conta niente se ce la faremo entro una settimana o entro 15 giorni, l'importante è fare l'accordo e farlo bene ", ha detto consigliere delegato di Bpm, Giuseppe Castagna, facendo comunque intendere che la fusione è ormai in dirittura d'arrivo.


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Sembra però sfumata la scadenza del 20-21 febbraio, indicata dall'amministratore delegato del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, come possibile data utile per programmare finalmente il matrimonio. In questo fine settimana, infatti, non c'è al momento alcuna convocazione dei consigli delle due banche, come sembrava fino a qualche giorno fa. Chi vuole vedere nascere il nuovo polo bancario Bpm-Banco Popolare, insomma, deve armarsi di pazienza e aspettare. Intanto, però, i titoli di entrambe gli istituti restano sotto i riflettori degli analisti.


Il possibile concambio

Le case d'affari si interrogano innanzitutto su quale può essere il prezzo di concambio con cui gli attuali azionisti delle due banche otterranno un titolo del nascituro gruppo creditizio. Secondo le previsioni elaborate nelle scorse settimane da Equita sim, l'aggregazione alle porte sarà un merger of equals, una fusione tra pari, con una governance equamente divisa tra gli attuali vertici dei due istituti. Il rapporto di concambio tra i titoli sarà invece pari a 12 azioni Bpm (che oggi valgono circa 66 centesimi ciascuna) per ogni azione del Banco Popolare (che a Piazza Affari ha attualmente un prezzo attorno a 7,7 euro).


Il risiko tra le Popolari


In vista della fusione, ovviamente, molti investitori si chiedono quali siano le prospettive in borsa di entrambe gli istituti, reduci da una lunga sfilza di ribassi, causati dal clima di grande sfiducia della comunità finanziaria verso il settore bancario. Basti pensare che, nell'ultimo mese, Bpm ha perso a Piazza Affari circa il 19%, mentre il Banco Popolare ha ceduto ben il 25%. Negli ultimi giorni, proprio in vista di una possibile fusione, qualche casa d'affari ha però espresso giudizi positivi su entrambe i titoli. E' il caso di Exane che ha rilasciato sulle azioni un rating outperform (faranno meglio del mercato), pur limando leggermente i target price (prezzi obiettivo), a causa di una revisione al ribasso delle stime sugli utili. Per Exane, comunque, le azioni Bpm hanno un potenziale di rialzo sino a 89 centesimi (dai 66 attuali), mentre quelle del Banco Popolare possono arrivare a a 12,6 euro (dai 7,7 euro di oggi).


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Giudizi positivi solo arrivati nei giorni scorsi anche dagli analisti di Equita Sim, che hanno confermato la loro raccomandazione d'acquisto sul titolo Bpm e su quello del Banco Popolare, pur limando i prezzi-obiettivo di entrambi. Nello specifico, per la Popolare Milano il target price è stato fissato a 1,08 euro (dal precedente 1,16) mentre per il Banco Popolare il prezzo obiettivo è sceso da 16,5 a 13,5 euro, un livello comunque ben superiore alle quotazioni attuali.



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