Le banche italiane bocciate dalla Bce

Mps e Banca Carige non superano gli stress test. Mancano 2,9 miliardi di capitale. Il futuro: fusioni e cessioni. E intanto crollano in Borsa

Fabrizio Viola (a sinistra) e Alessandro Profumo, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Mps – Credits: Imagoeconomica

Redazione

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Alla fine il risultato è arrivato. E non lascia spazio allo stupore. Forse a molta speculazione, come quella che si registra sui mercati. La Borsa di Milano, infatti,sta penalizzando Mps che a metà mattina perdeva il 19% come tutti i titoli del settore bancario.

Ma cosa è successo? Come da previsioni due banche, Mps e Carige non sono state considerate "solide" da parte della Bce che ha sottoposto i 130 istituti di credito più grandi (in termini di capitali gestiti) ai cosiddetti "stress test", ovvero a valutazioni sulla loro solidità finanziaria nel tempo.

Dei 130 istituti europei messi sotto esame, 15 sono stati bocciati. Due sono italiani, la banca senese e quella genovese. E ora cosa succederà? Questi istituti, come gli altri da "matita blu" (tre a Cipro e in Grecia, due in Slovenia e in Belgio, una in Spagna, Portogallo, Irlanda) possono fare aumenti di capitale, emissioni di titoli obbligazionari, vendite. Operazioni straordinarie, insomma, per riportare il capitale nei parametri necessari. Ma per quelle che hanno già provato a sistemare i conti con questo tipo di operazioni durante il 2014 resta poco da fare: fondersi con altri istituti per salvarsi, sembra l'unica strada possibile. Non è un caso infatti che l'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, abbia già dichiarato di  valutare una fusione mentre Carige inizierà a vendere le società assicurative.

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Gli esami della Bce si sono basati sui risultati delle 130 banche su cui esercita la sua vigilanza al 31 dicembre 2013. In quel momento erano in 25 (9 italiane) a non adempiere agli obiettivi richiesti. In totale mancavano all'appello 25 miliardi di soldiità finanziaria di cui 9 in capo a banche italiane messe dunque subito sull'attenti e in osservazione. Un anno di tempo, era stato dato loro, per risolvere i loro problemi e garantire solidità. Sette di queste hanno lavorato bene: Veneto Banca, Banca popolare di Sondrio, Banca popolare di Vicenza, Creval, Bpm, Bper e Banco Popolare. Due, Mps e Carige, pur avendo migliorato i propri conti, non hanno centrato l'obiettivo. A Banca Mps e Carige, per centrare gli obiettivi della Bce, mancano rispettivamente 2,1 miliardi e 814 milioni. E ora dovranno prendere provvedimenti.

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