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Banca Mps, come può salvarsi (o essere salvata)

Una maxi-cessione di crediti deteriorati a un fondo Atlante-bis e poi un aumento di capitale. Così il Monte dei Paschi cerca di uscire dal tunnel

“Stiamo cercando una soluzione definitiva e strutturale”. Sono le parole rassicuranti usate ieri da Fabrizio Viola, amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena (Mps) sui possibili sviluppi della crisi che attanaglia da giorni l'istituto toscano. Parlando si soluzioni definitive, Viola faceva riferimento ai non performing loan (npl) cioè ai crediti deteriorati che da tempo inquinano il bilancio di Mps. La Banca Centrale Europea, per chi non ha seguito le vicende degli ultimi giorni, ha infatti chiesto al Monte dei Paschi di fare pulizia nei conti e vendere sul mercato molti più crediti in sofferenza del previsto, per un totale di 10 miliardi di euro entro il 2018, contro i 5 miliardi circa preventivati invece dal piano industriale della società. Il diktat della Bce costringe però Mps a subire notevoli perdite, poiché le sue sofferenze sono iscritte a bilancio a un valore molto superiore a quello che si ricava vendendole sul mercato. Inoltre, alla fine di questo mese, è molto probabile che il Monte dei Paschi di Siena non passi gli stress test, cioè la procedura con cui l'Eba (l'autorità bancaria europea) mette periodicamente sotto esame la solidità patrimoniale dei maggiori istituti di credito continentali, ordinando a chi viene bocciato di fare un aumento di capitale per irrobustirsi.

Crisi Mps, le cose da sapere


Dunque, per uscire dalla crisi, Mps avrà bisogno di agire su due fronti. Dovrà liberarsi di almeno 10 miliardi di sofferenze entro due anni e fare un aumento di capitale per coprire i buchi di bilancio creatisi con questa operazione di smobilizzo. Tutti, compreso lo stesso Viola, sanno che la via d'uscita può esser trovata esclusivamente con l'aiuto del governo cioè con il sostegno dei soldi pubblici. In particolare, secondo quanto rivela il Sole 24Ore, potrebbe essere architettata una soluzione-lampo già nell'arco di appena un paio di settimane. Innanzitutto, Mps potrebbe cedere i 10 miliardi di sofferenze (o almeno una buona parte) a un nuovo fondo salva-banche che forse si chiamerà Giasone e funzionerà sul modello del già costituito Atlante (creato con il supporto del sistema bancario e utilizzato per salvare la Popolare di Vicenza e Veneto Banca). Poi, il Monte dei Paschi di Siena dovrà mettere in cantiere un aumento di capitale sostenuto da soldi pubblici, forse con le risorse della Cassa Depositi e Prestiti. Oggi, a Piazza Affari, il titolo Mps guadagna il 4,6%. Il mercato sembra dunque credere, almeno per adesso, al buon esito dell'operazione-lampo che metterà in sicurezza il Monte dei Paschi di Siena. Per l'istituto toscano, insomma, si comincia vedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.


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