Banca Etruria e Maria Elena Boschi, spiegato bene

Le accuse di De Bortoli sulle pressioni su Unicredit per l'acquisto della banca, la difesa del sottosegretario, le parole dell'ex ad della banca Ghizzoni

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi - Roma, 8 aprile 2017 – Credits: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Redazione

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Maria Elena Boschi e Banca Etruria. Non smette di far parlare la vicenda che lega il sottosegretario alla presidenza del consiglio alla banca di cui il padre Pierluigi era vicepresidente.

Ecco, punto per punto, come si articola la questione.

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Il libro (e le accuse) di Ferruccio De Bortoli
L'ex direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli nel libro "Poteri forti (o quasi)" denuncia che Boschi, quando era ministro delle Riforme, nel 2015, chiese all'a.d. di Unicredit Federico Ghizzoni "di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria... Non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all'amministratore delegato di Unicredit", scrive De Bortoli, per chiedere di valutare la possibile acquisizione della banca, dove aveva lavorato il padre, ma la richiesta non ando' in porto perche' Ghizzoni, dopo valutazioni patrimoniali, decise di lasciar perdere. Ma fonti vicine alla banca chiariscono che Unicredit non ha subito pressioni politiche per l'esame di dossier bancari compreso quello di Banca Etruria.

La difesa di Maria Elena Boschi
Un'accusa pesante che Boschi respinge al mittente: "Mai fatto una richiesta del genere, è un'ennesima campagna di fango" si indigna la sottosegretaria che dà mandato ai legali di procedere in modo opportuno. "Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere". Indignata e "stupita per questa ennesima campagna di fango" il sottosegretario renziano sfida "chiunque a dimostrare il contrario".

La risposta di Ghizzoni
In un'intervista al quotidiano La Repubblica del 15 maggio l'ex amministratore delegato di Unicredit chiamato in causa nella vicenda Etruria ha dichiarato: "Se mi convocheranno parlerò alla commissione d'inchiesta: in Parlamento, non sui giornali, risponderò ovviamente a tutte le domande che mi faranno". 

Ha poi aggiunto: "Adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo", afferma. "È un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo". "Qualsiasi cosa dicessi ora, sarebbe strumentalizzata da una parte politica contro l'altra, e contro di me. Oltre poi al fatto che quando studiavo da banchiere mi hanno insegnato che la riservatezza è una virtù".

Le reazioni dei partiti
Tra i renziani l'accusa di De Bortoli fa montare i sospetti. L'obiettivo secondo i renziani è far fuori Matteo Renzi in tutti i modi per evitare un suo rientro a Palazzo Chigi. E fanno cerchio intorno a Boschi.
Tra i 5 stelle invece Di Maio, prima, e Beppe Grillo dopo chiedono le dimissioni del sottosegretario e il leader M5S annuncia che si valuteranno "anche possibili azioni sul fronte giudiziario".

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