Aziende fallite: in un anno -2,8%

Nei primi tre mesi del 2015 hanno chiuso i battenti in 3.800. È il decimo trimestre consecutivo di allentamento del fenomeno

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Redazione Economia

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Sono 3,8 mila le aziende fallite nel primi tre mesi del 2015, in calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo rileva il Cerved, sottolineando che dall'inizio della crisi, i fallimenti avevano iniziato una corsa senza soste, interrotta solo nel secondo trimestre del 2012. Da quella data, si contano dieci trimestri consecutivi di ulteriore aumento del fenomeno. Nel primo trimestre del 2015 è continuato il calo delle procedure concorsuali non fallimentari: se ne osservano 600, un quinto in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ha inciso la diminuzione dei concordati preventivi (-25,3%), che è stata accompagnata anche nei primi mesi dell'anno dalla riduzione di domande di pre-concordato (-27%).

Sono 16,5 mila gli imprenditori che hanno invece deciso di liquidare volontariamente la propria attività nei primi tre mesi del 2015, in calo del 2,9% rispetto al primo trimestre 2014. Se si escludono dal conteggio le liquidazioni di società 'dormienti', quelle che non hanno presentato bilanci nei tre anni precedenti la procedura, si osserva una diminuzione ancora più marcata, pari al 6,2%. L'industria è il settore in cui si osservano i cali più decisi: diminuiscono con tassi a due cifre tutte le procedure monitorate da Cerved. La riduzione delle chiusure è diffusa anche nelle costruzioni, il comparto che ha pagato il conto più salato alla crisi.

Nel terziario non si è invece ancora arrestata la corsa dei fallimenti (+0,3% rispetto all'anno precedente) e il calo delle procedure non fallimentari è stato meno marcato di quanto osservato nell'industria e nell'edilizia. Dal punto di vista geografico, i dati indicano che i fallimenti sono diminuiti nel Nord Ovest (-9%) e nel Mezzogiorno (-4,2%), ma sono tornati ad aumentare nel Nord Est (+5,1%) e nel Centro (+0,8%). Calano ovunque, a ritmi elevati, le procedure concorsuali non fallimentari. Le liquidazioni volontarie diminuiscono in modo deciso nel Centro (-10,1%) e nel Mezzogiorno (-12,2%), mentre non si allontanano dai livelli dello scorso anno nel Nord Est (-0,7%) e nel Nord Ovest (+0,5%).

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