Aston Martin in Borsa: i numeri

Dopo sette anni di crisi, nel 2017 l'azienda di auto di lusso ha ritrovato il primo utile lordo. E ora punta a incassare sul mercato 5 miliardi di sterline

Sean Connery

Sean Connery posa con la Aston Martin DB5 del film: "Agente 007 - Missione Goldfinger" (1964). – Credits: Diritti Mondadori

Redazione

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Aston Martin si quota alla Borsa di Londra. La strada è ormai segnata. E al London Stock Exchange hanno già autorizzato l'operazione.

Dopo anni di crisi (è stata 7 volte sull'orlo della bancarotta), la casa di lusso controllata dal 2013 da un gruppo di fondi e di cui Investindustrial di Giuseppe Bonomi ha la quota maggioritaria (37,5%), ha chiuso il 2017 con 876 milioni di sterline di ricavi (+48%) e un margine operativo lordo di 87 milioni di sterline dopo la perdita di 163 milioni del 2016. I buoni risultati del 2017 sono "un buon punto di partenza per un'ipo", come ha dichiarato l'amministratore delegato Andrew Palmer che ha garantito di non voler "svilire" il brand.

Oggi Aston Martin vende poco più di 5 mila automobili e prevede di raggiungere le 14.000 auto l'anno. Per farlo (oltre che per limitare i problemi derivanti dalla Brexit) ha deciso di rafforzare la presenza in Asia e su un pubblico giovane piuttosto che sulla sola Gran Bretagna che rappresenta tutt'oggi il 30% delle vendite.

I dettagli della quotazione non sono ancora stati resi noti e lo saranno a fine settembre. Pare comunque che l'obiettivo sia raccogliere circa 5 miliardi di sterline mettendo sul mercato il 25% almeno della società. Il che significa valutarla circa 20 volte i profitti previsti per il 2019.

Il management spera dunque in un successo analogo a quello di Ferrari alla borsa di Milano con il titolo che ha regalato diverse soddisfazioni agli azionisti nel lungo periodo. Ma trovare un equilibrio tra restare esclusiva e aumentare i ricavi potrebbe non essere così semplice soprattutto in termini di sostenibilità finanziaria. 

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