Imprese: i quattro settori dove la concorrenza è ancora lontana

L'Antitrust boccia il mercato dell'Rc Auto, dell'energia, dei servizi postali e del credito. Promossi il trasporto aereo e i servizi di telefonia mobile

Il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella (PAOLO CERRONI / Imagoeconomica)

Massimo Morici

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La concorrenza funziona, soprattutto dal punto di vista dei consumatori. Lo conferma la Relazione annuale dell'Antitrust, l'autorità garante per la concorrenza guidata dal presidente Giovanni Pitruzzella, che nel 2012 e nei primi mesi di quest'anno ha comminato sanzioni per oltre 182 milioni di euro.

Pitruzzella, considerando il livello di apertura dei mercati, nel complesso promuove il nostro Paese, ma non in tutte le "materie". Ecco perché: "In molti settori dell'economia italiana - ha spiegato nel suo discorso introduttivo - si registra un livello di concorrenza non ancora soddisfacente e, parallelamente, i prezzi pagati dai consumatori tendono irrimediabilmente a salire".

Non solo. Rischiano anche quei settori che si sono aperti al mercato negli scorsi anni e dove "si registrano preoccupanti segnali di crisi", ha aggiunto il presidente dell'Antitrust, ricordando d'altra parte che la discesa dei prezzi nei settori più liberalizzati è una tendenza facilmente verificabile.

E' il caso dei servizi di telefonia mobile e del trasporto aereo: nel primo caso tra il 2007 e il 2012 le tariffe si sono pressoché dimezzate, mentre nel secondo i prezzi si sono notevolmente ridotti, come nei servizi professionali.

Migliorano anche le telecomunicazioni, dove Pitruzzella giudica in maniera positiva la decisione di un colosso come Telecom di varare lo scorporo della rete dalla società.

Ma in altri comparti, appunto, c'è ancora molto da fare. A partire dalle assicurazioni. Stando ai dati dell'authority sull'Rc Auto , in Italia il premio medio è più del doppio di quello pagato in Francia e Portogallo e supera dell'80% quello tedesco e del 70% quello olandese.

Colpa delle compagnie che ribaltano i costi di produzione sui consumatori, mentre il ridotto tasso di passaggio da un operatore all'altro "riduce sensibilmente la pressione concorrenziale al livello dei prezzi".

Fari puntati anche sul settore energetico , "dove la liberalizzazione si è pienamente sviluppata, ma si stanno verificando cambiamenti profondi carichi di insidie".

Il calo della domanda e il boom delle rinnovabili, segnala l'Antitrust, potrebbe spingere il mercato a non riconoscere agli impianti termoelettrici la copertura dei costi fissi, con il rischio di una nuova concentrazione nel settore e aumenti dei prezzi "assai probabili", mentre nel settore del gas è necessario rilanciare i rigassificatori per "rendere strutturale l'eccesso di offerta sul territorio".

Anche il settore dei servizi postali, infine, può essere migliorato favorendo l'ingresso di nuovi operatori, aggiunge l'authority, mentre nel settore del credito occorre tutelare di più i consumatori, visto che "l'asimmetria informativa risulta elevata".

E il web? Per l'Antitrust è "un'opportunità di sviluppo che non possiamo perdere", ma dove libertà "non significa anarchia e assenza di regole". Soprattutto per gli editori i cui contenuti "vengono usati gratuitamente dagli Over the top", ossia i motori di ricerca: per questo, avverte Pitruzzella, andrebbero regolati "i rapporti economici tra gli attori coinvolti".

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