Ansaldo Energia: ill nucleare italiano che piace a Oriente

La controllata specializzata nella realizzazione e smantellamento di centrali atomiche cresce in Cina e Corea

Il presidente del Consiglio Renzi alla firma dell'intesa da parte di Shangai per il rilevamento di una quota del 40% di Ansaldo Energia – Credits: Ansa

di Pietro Romano

L’acquisizione della Nuclear engineering services, un’eccellenza nel settore del decommissioning, permette ad Ansaldo energia (Aen) di colmare l’unica falla nella sua filiera nucleare. Che ruota intorno ad Ansaldo nucleare, la controllata che ha realizzato la sola centrale entrata in attività in Europa negli ultimi 10 anni (Romania) e lavora a impianti in Cina e Argentina. Per Giuseppe Zampini, amministratore delegato di Aen dal 2001, si fa più vicina la realizzazione di un polo nucleare d’eccellenza che copra dalla progettazione alla realizzazione e allo smantellamento delle centrali. Nella partita potrebbe essere coinvolta anche Sogin, la società pubblica che tra Italia e Russia possiede un ricco portafoglio di commesse nello smantellamento di vecchie centrali.

Aen è soprattutto intenzionata a ritagliarsi una fetta importante del mercato orientale, un’area che continua a puntare sull’energia nucleare, e in particolare della Cina, dov’è prevista la costruzione di 20 centrali. Zampini, però, ha altri e più sostanziosi progetti in agenda. Dopo l’uscita dalla galassia Finmeccanica e la stabilizzazione societaria (60 per cento al Fondo strategico e 40 a Shanghai electric), Aen sta avviando lo sviluppo di megaturbine a gas, che entreranno a regime entro il 2020. Ha inoltre un accordo con la coreana Doosan per realizzare turbine a gas per paesi con rete elettrica a frequenza 60Hz. E, mercati permettendo, punta a quotarsi nel giro di un paio d’anni.

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