L’ex Alitalia ha più soldi della nuova

Mentre Colaninno cerca 200 milioni, sul conto dei liquidatori ce ne sono 436. Però i 23 mila creditori ancora aspettano

Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia (Credits: Tommaso Bonaventura/Contrasto)

Marco Cobianchi

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C’è qualcosa di strano che volteggia attorno all’ex Alitalia in liquidazione, quella che tra il 2008 e il 2011 venne affidata alle cure del commissario straordinario Augusto Fantozzi. Per esempio: quando Fantozzi si dimise, lasciò su un conto corrente dell’Intesa Sanpaolo 504 milioni di euro, frutto della vendita di beni e società della vecchia compagnia. A giugno 2012 c’erano 436 milioni ancora lì su un conto corrente. Ad aspettare, che cosa non si sa. Potrebbero servire per pagare il Tfr a tutti i dipendenti che non sono stati assunti dalla Cai di Roberto Colaninno (che in questi giorni sta organizzando un prestito ponte da 200 milioni per sopravvivere). Oppure potrebbero essere usati per saldare almeno in parte i 23 mila creditori che da anni chiedono di essere pagati. Invece no.

I tre commissari nominati nel 2011, Stefano Ambrosini, Gianluca Brancadoro e Giovanni Fiori, hanno solo corrisposto un acconto ai dipendenti, nient’altro. Di più: nell’estate del 2011 Fantozzi aveva chiesto al ministero dello Sviluppo il via libera per promuovere azioni di responsabilità del valore di 3 miliardi nei confronti di 43 fra ex manager ed ex dirigenti indicati come responsabili del disastro dell’Alitalia. Quella richiesta è rimasta lettera morta. Tra quei 43 nomi c’è anche quello dell’ex amministratore delegato Giancarlo Cimoli, che ha incassato 5 milioni per soli 2 anni di lavoro.

Poi c’è la questione delle revocatorie, ovvero la richiesta, a 600 società, di restituire soldi che, per i motivi più diversi, avevano incassato prima del commissariamento. Si tratta di altri 500 milioni recuperabili, ma delle revocatorie si sono perse le tracce. E infine ci sono le spese.

Il 20 dicembre i giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Roma hanno scritto (per la sesta volta) ai commissari ribadendo «la perdurante necessità di ottenere tutti i chiarimenti richiesti, ivi compresa la risposta in merito al dettaglio delle spese e dei compensi». Nell’ultima relazione semestrale, che Panorama ha potuto consultare, vengono indicate per il semestre dal 1° gennaio al 30 giugno 2012 uscite per 4,4 milioni per la sola procedura di liquidazione dell’Alitalia (le società da liquidare sono in tutto cinque). Si tratta di circa 25 mila euro al giorno di spese. E i creditori aspettano.

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