Edoardo Frittoli

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Avrà la coda a "osso di seppia", la coda tronca o lo spoiler; il motore da 1.3, 1.6. o 2.0 litri. Il cruscotto in metallo o in plastica. Ma per quasi 30 anni bastò un gesto per scoprire la spider per antonomasia, il "Duetto" Alfa Romeo, presentato ufficialmente il 10 marzo 1966 al salone di Ginevra. 

In realtà quando la spider del biscione fu svelata al pubblico, portava un nome troppo banale per le aspettative dei vertici Alfa.

Fu infatti presentata al pubblico e alla stampa semplicemente come "Giulia 1.600 Spider". Per trovare un nome originale alla sportiva scoperta fu lanciato un concorso dalla casa costruttrice, vinto dall'ingegnere bresciano Guidobaldo Trionfi che propose il nome "Duetto". Allo stile pensò il genio di Pininfarina, dalla cui matita uscì una piccola Ferrari alla portata, se non di tutti, di parecchi automobilisti dell'ultima fase del boom delle quattro ruote. 

Per il resto il Duetto era la sorella leziosa della Giulia, con la quale condivideva integralmente la meccanica e il motore, fatta eccezione per il passo più corto. La linea si ispirava ad alcuni prototipi Alfa degli anni precedenti, soprattutto alla "Super Flow", un po'disco volante e un po' sportiva "pinnata" in stile americano. Dai fari incassati e carenati anteriori ai fari integrati nella coda "boat tail", la scoperta del Portello è una summa di armonia. Il motore 1,6 è potente (109CV) e spinge la spider a sfiorare i 185 km/h. Il prezzo è elevato, circa come 10 Fiat Cinquecento.

Proprio per allargare la fascia dei potenziali acquirenti l'Alfa Romeo presenta nel 1968 la  Spider 1.300 "Junior", meno accessoriata ma non per questo meno affascinante, mentre al top di gamma sale un Duetto motorizzato con il motore della 1,750 berlina che fa volare la piccola scoperta sul filo dei 190 orari mandando in pensione il primo 1,6 litri.  L'anno successivo la spider del Portello perde la coda a "osso di seppia", che diventa tronca e caratterizzata da grandi gruppi ottici rettangolari.

Anche gli interni sono riveduti, e fino al 1971 le motorizzazioni restano invariate fino alla presentazione della "2000 Spider Veloce", una belvetta da 150CV e 200Km/h di punta. La Spider più venduta in Italia rimarrà in listino per più di un decennio, attraversando la crisi petrolifera del 1973 con i consueti depotenziamenti del motore. Nel 1983 un restyling regala al Duetto lo spoiler posteriore in plastica con gruppi ottici integrati, ma mantenendo lo stile classico delle origini. 

L'ultimo restyling della Spider risale al 1990. Per mano di Pininfarina la convertibile Alfa ricorda nelle linee la berlina di successo "164". I motori 1.6 e 2.0, quest'ultimo catalizzato.

Nell'aprile del 1994 il Duetto saluta le scene, dopo oltre 57mila esemplari venduti in Europa. Ma fu negli Stati Uniti che il Duetto ebbe maggiore successo. Reso celebre dalla sua parte da protagonista e guidato da Dustin Hoffmann ne "Il Laureato" (1967), fu venduto in oltre 100.000 esemplari. E per l'occasione si chiamò "Graduate", ossia "laureato". Honoris causa, certamente.

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