Osamu Suzuki
Economia

Auto: Suzuki conferma irregolarità sui test anti-smog

Dopo Mitsubishi, un altro produttore giapponese finisce nel mirino dei controlli sulle emissioni. "Nessun imbroglio", chiariscono i vertici dell'azienda

La compagnia automobilistica nipponica Suzuki conferma di aver effettuato dei test sulle emissioni anti-smog delle sue auto con una metodologia diversa da quella prevista dalle autorità giapponesi, ma sostiene di non averlo fatto per migliorare i valori delle emissioni inquinanti.

"Sono state trovate delle irregolarità", ammette Suzuki, in un comunicato in cui la compagnia si scusa per l'accaduto.

"L'inchiesta interna - precisa la società - ha concluso che non c'è stato nessun imbroglio, come la manipolazione dei dati".

Secondo Suzuki, i valori rilevati non sono falsi come quelli della rivale Mitsubishi Motors e "il problema non riguarda le auto vendute fuori del Giappone".

Il presidente della compagnia, Osamu Suzuki, si recherà al ministero dei Trasporti per discutere della faccenda.

Dopo tali voci, il titolo della società ha perso oltre il 9% a Tokyo e, in precedenza, era sceso fino al 15%, rischiando di essere sospeso.

In Giappone, Mitsubishi è già coinvolta in uno scandalo per aver ammesso la falsificazione dei test sulle emissioni delle sue auto.

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