Economia

Auto: quale sarà il futuro dei motori diesel

L’industria automotive sembra ormai decisa ad abbandonare questo tipo di alimentazione, ma il processo avverrà molto lentamente

diesel

Giuseppe Cordasco

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Il motore diesel sembra avere, se non i giorni, certamente gli anni contati. Più indizi conducono infatti a ritenere che ormai questo storico modello di alimentazione dei motori auto, sia scaduto nella considerazione dei consumatori.

Gli scandali sulle emissioni truccate e le notizie sempre più allarmanti sui danni ambientali legati proprio all'uso del gasolio da trazione, hanno avuto come primo effetto un calo sensibile delle vendite delle auto diesel.

Spulciando i dati complessivi sulle immatricolazioni, si scopre ad esempio che nell'Unione europea, nel corso del 2017, per la prima volta dal 2009, le vendite di auto a benzina hanno surclassato quelle diesel, con un calo di quest'ultime ben del 17% rispetto al 2016.

Non sorprende allora che la Corte federale amministrativa di Lipsia, abbia deciso di permettere ai Comuni tedeschi che lo vorranno di vietare fin d'ora la circolazione nei centri abitati delle vetture a gasolio.

Oppure che, rientrando nei nostri confini nazionali, la sindaca di Roma Virginia Raggi abbia annunciato lo stop ai diesel nel centro storico della Capitale dal 2024. Ma se questo è lo stato d'animo dei consumatori, come sta reagendo a questa sorta di trasformazione epocale l'industria automobilistica?

Un trend inarrestabile

Di certo le grandi case costruttrici di automobili non sono rimaste a guardare, e prima di farsi travolgere da questa rivoluzione dei carburanti, stanno provando a governarla, se non guidarla. Ha iniziato la Volvo, che ha dichiarato di voler realizzare dal 2021 in poi solo auto elettriche o ibride.

A seguire poi sono arrivati gli annunci di Porsche, Toyota, Volkswagen, Bmw e Daimler, tutte impegnate negli anni futuri a investire nella mobilità alternativa a tutto discapito evidentemente del diesel. Ultima in ordine di tempo Fca, che ha fatto sapere di voler abbandonare le motorizzazioni a gasolio per auto passeggeri dal 2022.

Da notare però che nessuno dice di voler rinunciare in toto al diesel, visto che perlomeno sui veicoli commerciali questo sistema di alimentazione continuerà ad essere utilizzato. Si tratterà piuttosto di un graduale e inarrestabile processo di sostituzione.

Le motorizzazioni del futuro

Nessuna sorpresa invece su quelle che dovrebbero essere le alimentazioni future dei motori automobilistici. Ormai le strade dell'ibrido e, in misura attualmente ancora minore, dell'elettrico, sembrano essere già state tracciate.

Un po' di spazio pare continuerà ad averlo la benzina, per la quale nessuno paventa in tempi rapidi, o quantomeno equiparabili a quello del diesel, un definitivo abbandono. In ogni il mercato delle immatricolazioni future sarà dominato sempre più dalle alimentazioni ecocompatibili, con l'elettrico potrebbe farla da padrone e che si avvia a diventare la vera sfida del futuro per tante case costruttrici.

Dubbi: ambiente e occupazione

L'addio al diesel, auspicato soprattutto per ragioni ambientali, porterà  certamente all'abbattimento dei pericolosi ossidi di azoto, i cosiddetti NoX, ma potrebbe però paradossalmente avere altre ricadute indirette non proprio positive.

I motori a benzina infatti, che per un po' di tempo rimarranno preponderanti sul mercato, producono quantità maggiori di CO2 e potrebbero mettere in crisi i programmi ambientali di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. Un problema collaterale che andrà valutato con molta attenzione. Così come le negative ricadute occupazionali che si potrebbero registrare con un abbandono troppo repentino del diesel.

Secondo l'allarme lanciato in Italia dal sindacato dei metalmeccanici ad esempio, a rischio potrebbero esserci ben 3mila posti di lavoro. Una ragione in più per pensare ad una svolta che porti non solo all'abolizione del diesel ma anche a una graduale e complessiva riconversione dell'industria dell'auto verso gli altri citati sistemi di alimentazione. Una sfida epocale dunque quella dell'addio al gasolio da trazione, i cui effetti però saranno tutti da verificare con attenzione nel tempo.

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