Economia

Aumento Iva: il mistero dei 23 miliardi di euro

Il Premier Conte ha detto che l'imposta sul valore aggiunto non aumenterà, ma da dove arrivano le risorse?

Conte

Barbara Massaro

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Nessun aumento dell'Iva, taglio al cuneo fiscale e niente tassa sulle meredine. Lo ha dichiarato il Premier Conte ribadendo che i 23 miliardi di euro necessari a evitare che scattino le misure di salvaguardia previste dall'UE che comporterebbero l'immediato innalzamento dell'imposta sul valore aggiunto sono stati trovati.

Perché l'Iva non aumenterà (forse)

Dove, non è stato specificato. All'uscita di Palazzo Chigi Conte ha dichiarato: "Oggi portiamo la Nota di aggiornamento al Def in Cdm. Si tratta del primo documento ufficiale che preannuncia la manovra di bilancio e la prima buona notizia è che sterilizziamo l'Iva. I 23 miliardi ci sono". Nonostante la pressione dei giornalisti il premier non ha specificato la provenienza del denaro necessario ad evitare il temuto aumento rimandando la questione al Cdm previsto per la serata di lunedì.

Incalzato il Presidente del Consiglio ha poi rincarato la dose: "Stiamo lavorando per abbassare l'Iva sulle bollette. Portarla dal 10 al 5%". Non solo: l'obiettivo dell'ottimista esecutivo sarebbe anche quello di abbassare l'Iva su prodotti alimentari come il pane, la pasta, il latte e la frutta.

I sogni di Conte

Mi piace che le famiglie meno abbienti abbiano la possibilità di comprare pasta, pane, frutta fresca, latte, abbassando l'Iva, che adesso è al 4%, all'1%. Per fare questo bisogna incrementare l'utilizzo di mezzi alternativi al contante, dando la possibilità a tutti di accedere ai mezzi elettronici di pagamento a costo zero".

Conte, quindi, ribadisce che la lotta da condurre per far quadrare i conti in Italioa è quella all'evasione fiscale  e ritiene che siano i piccoli evasori il vero male della società senza considerare la massiccia elusione fiscale delle grandi multinazionali e delle aziende internazionali che operano in Italia.

Bancomat e taglio del cuneo per tornare a crescere?

Sempre per incentivare i pagamenti elettronici, trapela da Palazzo Chigi, è allo studio un "superbonus" per chi salda con carte e bancomat nei settori più a rischio evasione. Il che, secondo calcoli del Mef, consentirebbe di recuperare intorno ai 5 miliardi di sommerso. L'erogazione potrebbe realizzarsi sotto forma di cashback sui pagamenti tracciabili e da dare tutto in una volta, magari a inizio anno.

Sempre in tema di grandi progetti l'esecutivo giallo rosso valuta le ipotesi per attuare il taglio al cuneo fiscale. Secondo Conte "Dobbiamo dare più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti, quindi è giusto il taglio del cuneo fiscale in questa congiuntura, l'abbiamo scritto nel nostro programma". Scritto, detto, e ribadito: ma i soldi? Da dove arrivano?

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